Dopo il magnifico successo di maggio ecco che il concerto “A Jazz Symphony” viene bissato in luogo molto suggestivo quale la cornice di Villa Guariglia a Vietri sul Mare (Sa), nell’ambito della rassegna culturale “Vietri in Scena”. Anche quest’anno, dopo il debutto nella scorsa edizione e su invito della direzione artistica di cui è responsabile il Maestro Luigi Avallone, l’Orchestra Filarmonica Campana ritorna ad essere protagonista questa volta con il concerto dedicato al jazz sinfonico, già presentato nell’ultima stagione concertistica 2016-2017, con le musiche di Jacques Ibert, George Antheil, Dimitri Schostakovitch e Duke Ellington. Con l’Orchestra Filarmonica Campana ritorna il sax solista di Marina Notaro, dirige il Maestro Giulio Marazia.

Come da programma, l’impresa audace è di coniugare il linguaggio e le sonorità del jazz a quelle della musica colta. È l’idea della commistione a caratterizzare le composizioni protagoniste del programma, nelle quali i due linguaggi si fondono sapientemente in una sorta di jazz sinfonico, sulla linea seguita in passato per primo da George Gershwin. Quella che potrebbe essere fraintesa come musica semplice, tanto per l’immediatezza e la spontaneità comunicativa quanto per il suo affondare le radici anche nei generi più popolari (si tratti di jazz, swing, o le Song di inizio Novecento), è in realtà una materia estremamente complessa da maneggiare e insidiosa, sia tecnicamente, sia per le peculiarità stilistiche che richiede all’esecutore. Il concerto propone un’interessante riflessione sull’influenza del jazz nella musica classica, un rapporto probabilmente sottovalutato. Tale errore nasce forse da un atteggiamento chiuso e altezzoso che nel passato, e talvolta ancora oggi, hanno avuto compositori e musicologi. In effetti attribuire al jazz una specifica collocazione nella storia della musica non è facile e punti di vista eccessivamente rigidi e dogmatici rischiano di condurre a inevitabili fraintendimenti. Il profondo legame tra interprete e compositore, l’impossibilità di fissare una versione definitiva di un brano sono tutti tratti che contribuiscono a rendere arduo uno studio su questo argomento.

La composizione che apre il programma, il Concertino per saxofono contralto e undici elementi di Jacques Ibert, si presenta nella forma del concerto solistico dove lo strumento è sempre in continuo dialogo con l’orchestra. L’idea formale è rigorosamente classica, nell’alternanza di movimenti Allegro-Larghetto-Allegro, a cui si aggiungono gli stilemi ritmici e armonici della musica afroamericana. Il risultato è quello di una musica in continuo movimento tra le sonorità sinfoniche ed il jazz, in cui si evince la volontà comune all’estetica della musica di quel tempo di integrare gli stili, piuttosto che contrapporli, in un linguaggio eclettico e variegato.

Nella poco eseguita “Jazz Symphony” di George Antheil l’approccio rimane il medesimo: estrema vivacità, attenzione ai colori e agli impasti, il tutto unito ad una pregevolissima mutevolezza di dinamiche. Gli scarti ritmici sono netti, gli interventi dei singoli ben esposti ma soprattutto ci sono una vitalità e una gioia di suonare che rapiscono il pubblico. Tradizione europea e jazz si fondono nelle due Jazz Suites del russo Dmitrij Shostakovich (1906-1975) rispettivamente del 1934 e 1938; ascoltando il Waltz della prima suite si rimane quasi spaesati: su un classico accompagnamento ternario si stagliano le languide melodie di una tromba e poi di un sax soprano, strumenti apparentemente poco consoni ad un valzer. Tuttavia la geniale creatività del compositore ci porta presto a dimenticare tutto e ad immergerci in un mondo di affascinanti atmosfere ora raffinate, ora grottesche e ora ironiche. Il concerto, ad ingresso libero, termina con un tributo di un jazzista al mondo della musica classica: si tratta della Harlem Suite di Duke Ellington (1899-1974), commissionata nel 1950 da Arturo Toscanini al geniale compositore jazz.

Marina Notaro
Ha studiato Saxofono presso i Conservatori “V. Bellini” di Palermo con il Maestro Gaetano Costa e “G. Verdi” di Milano dove si diploma a pieni voti sotto la guida del Maestro Daniele Comoglio. Ha partecipato a numerosi corsi di perfezionamento con Maestri di fama internazionale quali Jean-Marie Londeix, Vincent David, Mario Marzi e Claude Delangle. Svolge un’intensa attività concertistica da solista, e con diverse formazioni: orchestre sinfoniche, quartetti, wind esemble, ensemble di saxofoni, big band e orchestre. Si esibisce per importanti Festival tra cui “Festival Mito”, Associazioni, importanti rassegne (Milano Classica), Istituzioni (Casa Verdi, Museo Diocesano, Museo del Risolgimento, Pinacoteca di Brera, Conservatorio “G. Verdi” di Milano), Radio (Radio Popolare), in prestigiose sale quali: Sala Verdi del Conservatorio di Milano, Teatro degli Arcimboldi, Palazzo Reale di Milano, Sala della Balla del Castello Sforzesco, Palazzina Liberty, Teatro di Verdura, Teatro d Bastia, Teatro Vittorio Emanuele di Messina, Teatro Litta, M.U.D.E.C., LAC di Lugano, Teatro dal Verme. Con il quartetto “ThymoSax Quartet”, ha vinto il primo premio assoluto al Concorso “Alessandro Ferrero” e ha partecipato al “Festival del Mediterraneo” tenutosi a Bastìa in Corsica, come gruppo d’onore e rappresentativo d’Italia. Ha collaborato con l’Orchestra Sinfonica Siciliana, l’Orchestra “I Pomeriggi Musicali di Milano”, l’Orchestra “Filarmonica della Scala”, l’Orchestra del Teatro “Vittorio Emanuele” di Messina. Dal 2013 in qualità di saxofonista e docente fa parte dell’Orchestra dei Popoli della “Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti” fondata da Arnoldo Mondadori e Marisa Baldoni, che ha debuttato ad Aprile 2013 con un concerto con ospiti internazionali quali Franco Battiato e Franco Cerri nella Sala Verdi del Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Dal 2014 è docente di saxofono presso le scuole medie a indirizzo musicale. Affianca l’attività concertistica con quella didattico-pedagogica, e dall’anno scolastico 2015/2016 è iscritta al corso in Arts Music Pedagogy del prestigioso Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano.

Giulio Marazia
Direttore d’orchestra e compositore nato nel 1983. Si è diplomato in Corno sotto la guida del M° Gaetano Chianese, in Pianoforte e Didattica della musica; come strumentista ha collaborato con importanti compagini artistiche italiane come l’Orchestra Alfaterna e il Coro Polifonico Alfonsiano con cui ha tenuto numerosi concerti e incisioni di musica sacra, inoltre ha suonato anche con orchestre e cori stranieri (Moldavia, Romania, Albania, Russia, Bulgaria e R. Ceca). Allievo dei Maestri Nicola Hansalick Samale e Piero Bellugi per la direzione d’orchestra, si è diplomato presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano con il massimo dei voti cum laude sotto la guida del M° Vittorio Parisi. Ha frequentato masterclass e corsi di perfezionamento in direzione d’orchestra presso l’Accademia Chigiana di Siena con il M° Gianluigi Gelmetti e con il M°Paolo Arrivabeni presso l’Opera Royal de Wallonie di Liegi. Si è diplomato in composizione con il M°Alfonso Vitale al Conservatorio “G. Martucci” di Salerno e si è specializzato nel repertorio contemporaneo con il M°Ivan Fedele dedicandosi anche alla diffusione dello stesso, eseguendo, in qualità di direttore d’orchestra, prime assolute di compositori italiani. Si è dedicato alla pubblicazione di cd, revisioni critiche, saggi di musicologia e pedagogia musicale; infatti, è autore di numerose trascrizioni, elaborazioni musicali e composizioni come “Paride”, “Festa Mobile”, “Messa S. Cecilia”, “Messa S. Francesco”, e del saggio “Il Paesaggio Evocato, per una didattica d’ascolto del canto degli uccelli di O. Messiaen” che sono edite da Gaia Editrice. Dal 2016 compone per la Da Vinci Edition di Osaka (Giappone) con la quale ha già pubblicato due lavori orchestrali La Voce a Te dovuta e Movimento Sinfonico. Ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti destinati ai giovani che si sono distinti nel campo del lavoro, della cultura e dell’arte. Come direttore d’orchestra svolge la propria attività sia in Italia che all’estero collaborando con orchestre nazionali ed internazionali. E’ stato direttore artistico e musicale dal 2006 al 2013 dell’Orchestra Sinfonica Ensemble Contemporaneo e del Coro Collegium Vocale Salernitano con le quali ha promosso e realizzato diverse rassegne e stagioni concertistiche. Ha diretto la Valle del Sarno Pop Orchestra, l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, l’Orchestra e il Coro del Conservatorio di Milano, la Metro Chamber Orchestra di New York, dove ricopre il ruolo di direttore ospite principale dal 2015, il Coro e l’Orchestra dell’Opera Royal de Wallonie di Liegi e la Venice Chamber Orchestra. Ha collaborato con festival e rassegne importanti quali il “Ravello Festival”, il festival “Grandi Interpreti all’Abbazia” di Cava de Tirreni, la rassegna “Concerti nelle dimore storiche della Regione Lombardia”, “I suoni del Conservatorio” a Milano, “Clanio in Arte” di Avella e i “Concerti a Villa Guariglia” di Vietri sul Mare. Ha collaborato come direttore assistente e maestro sostituto con il Teatro Verdi di Salerno e l’Opera Royal de Wallonie di Liegi in varie produzioni delle stagioni liriche 2015 e 2016 ed attualmente è direttore musicale ed artistico dell’Orchestra Filarmonica Campana con la quale ha iniziato una nuova fase, caratterizzata da un crescente interesse nazionale ed internazionale suscitato da nuove produzioni, tournée, registrazioni discografiche e progetti audiovisivi.