Anche quest’anno saremo presenti nella rassegna concertistica “Concerti a Villa Guariglia” organizzata dal Comune di Vietri sul Mare (Sa) in uno scenario incantevole sulla costiera amalfitana, in una dimora storica sede oggi anche di un museo dedicato alla ceramica. A grande richiesta della direzione artistica della rassegna riproponiamo “A Jazz Symphony” | Contaminazioni, già presentato come concerto dell’VIII Stagione Concertistica 2016-2017 “State of Mind” con la partecipazione solistica della sassofonista Marina Notaro. Sul podio il maestro Giulio Marazia. Il concerto propone un’interessante riflessione sull’influenza del jazz nella musica classica, un rapporto probabilmente sottovalutato. Tale errore nasce forse da un atteggiamento chiuso e altezzoso che nel passato, e talvolta ancora oggi, hanno avuto compositori e musicologi. In effetti attribuire al jazz una specifica collocazione nella storia della musica non è facile e punti di vista eccessivamente rigidi e dogmatici rischiano di condurre a inevitabili fraintendimenti. Il profondo legame tra interprete e compositore, l’impossibilità di fissare una versione definitiva di un brano sono tutti tratti che contribuiscono a rendere arduo uno studio su questo argomento. Per giunta il jazz, nato all’inizio del Novecento, riesce a tracciare un suo percorso estremamente personale nell’ambito di un linguaggio, quello tonale, che proprio in quegli anni molti compositori europei consideravano “antiquato”. L’influenza delle tradizioni afro-americane, l’improvvisazione, lo swing sono tutti elementi che tuttavia riescono a dare linfa vitale a questa musica e che colpirono subito e profondamente molti compositori europei. Tra questi vi fu Maurice Ravel, che esortava i musicisti d’oltre oceano a trarre ispirazione dal jazz che, a suo dire, rappresentava il vero patrimonio popolare americano. Parigi giocò un ruolo di primo piano nella diffusione del jazz nel Vecchio Continente; a partire dagli anni Venti infatti un numero sempre maggiore di compositori americani molto diversi tra loro (Aaron Copland, Elliott Carter, Philip Glass) vi si recò per completare la propria formazione con la nota docente Nadia Boulanger presso il Conservatorio Americano di Fontainebleau. Questa stretta vicinanza tra la Francia e i giovani compositori statunitensi portò alla diffusione del jazz in Europa e di un neoclassicismo di impronta stravinskiana in America.

Il programma di questo concerto può essere riassunto come un viaggio che ci permette di comprendere le strette relazioni esistenti tra musica classica e jazz nell’ambito della scrittura orchestrale. In questo campo le novità timbriche sono assai evidenti; il jazz infatti aprì nuove possibilità nell’utilizzo di strumenti quali le percussioni, il sax, il clarinetto, il contrabbasso e, primo tra tutti, la tromba. Queste nuove sonorità affascinarono ad esempio Jacques Ibert, che nel 1935 scrisse un Concerto per sassofono e orchestra da camera dove l’influenza del nuovo stile nato a New Orleans è evidente. Tradizione europea e jazz si fondono nelle due Jazz Suites del russo Dmitrij Shostakovich (1906-1975) rispettivamente del 1934 e 1938; ascoltando il Waltz della prima suite si rimane quasi spaesati: su un classico accompagnamento ternario si stagliano le languide melodie di una tromba e poi di un sax soprano, strumenti apparentemente poco consoni ad un valzer. Tuttavia la geniale creatività del compositore ci porta presto a dimenticare tutto e ad immergerci in un mondo di affascinanti atmosfere ora raffinate, ora grottesche e ora ironiche. Decisamente più aggressivo è lo stile dell’americano George Antheil (1900-1959) nella sua Jazz Symphony (1925), brano molto vivace e ricco di contrasti. Il concerto termina con un tributo di un jazzista al mondo della musica classica: si tratta della Harlem Suite di Duke Ellington (1899-1974), commissionata nel 1950 da Arturo Toscanini al geniale compositore jazz, qui proposta in una libera trascrizione per un ensemble di dodici strumenti.

Orchestra Filarmonica Campana

Sassofono Marina Notaro
Direttore Giulio Marazia 

Programma

Jacques Ibert
Concerto per sassofono e orchestra da camera
George Antheil
Jazz Symphony
Dimitri Schostakovitch
Jazz Suites n. 1 e n. 2
Duke Ellington
Harlem Suite

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