Giovedi 2 Agosto alle 21.00 nella Villa Comunale di Vietri sul Mare primo concerto estivo dell’Orchestra Filarmonica Campana nell’ambito della rassegna “Vietri in Scena” organizzata dal Comune. La serata è dedicata al maestro clarinettista Giovanni Procida, al quale è dedicata l’esecuzione del noto Concerto per clarinetto e orchestra di Wolfgang Amadeus Mozart, interpretato per l’occasione da Sabato Morretta. Completano il programma i Due pezzi per piccola orchestra di Frederick Delius e la Sinfonia n. 45 “degli Addii” di Franz Joseph Haydn.

Come buona parte dei compositori inglesi contemporanei, anche il nome e l’opera di Frederick Delius non sono molto conosciuti nel nostro Paese. Dopo aver abbandonato l’attività commerciale, Delius studiò per due anni, dal 1886 al 1888, al conservatorio di Lipsia, per poi stabilirsi in Francia. Fu amico di Edvard Grieg, del quale subì inevitabilmente un certo influsso nella sua produzione, che si è mantenuta nei confini di un tipico impressionismo musicale di fine Ottocento, sulla falsariga di Elgar, venato però soprattutto da una certa forma di malinconia e di introversione meditativa, senza dimenticare, però, le sue indubbie ascendenze wagneriane. I maggiori risultati stilistici sicuramente Delius li ottenne con i lavori sinfonici, a cominciare dalla composizione orchestrale “In a Summer Garden” e, soprattutto, con i Due pezzi per piccola orchestra del 1911-1912. Per certi aspetti Delius ricorda Fauré: personalissimo, talora delicato, elegante, tradizionale senza essere accademico. Non compose molto, e dovette aspettare a lungo il giusto riconoscimento. Solo nel 1905 cominciò ad affermarsi, e in Germania. È difficile dare un’idea della sua musica. Qualcuno l’ha definita impressionismo inglese, ma non è una definizione molto felice. Molte influenze contribuirono a costruire quell’uomo complesso che si chiama Frederick Delius. Lui e la sua musica erano un piccolo mondo isolato; esistevano l’uno per l’altro, si alimentavano l’un l’altro. Come Debussy, ruppe con ogni forma vigente: e la sua musica ha un che di spontaneo, di improvvisato che sembra derivato dalla sperimentazione al piano, di accordi cromatici esotici e voluttuosi. È una musica rapsodica, dalle forme libere, del tutto esente da classicismo. Le armonie a volte sono troppo ricche e addirittura dissonanti, ma non rassomigliano a quelle di nessun altro compositore. “La musica non esiste per sottolineare o esagerare qualcosa che accade al di fuori della sua sfera.”, disse Delius,  “L’espressione musicale comincia ad assumere significato dove le parole e le azioni arrivano al limite massimo dell’espressione. La musica dovrebbe occuparsi dei sentimenti e non degli avvenimenti esteriori. Far si che imiti qualche altra cosa è futile come pretendere di farle dire « Buon giorno » o « Che bella giornata ». Solo ciò che non si può esprimere altrimenti vale la pena di essere espresso in musica. Delius si attenne a questi precetti. Fondamentalmente fu un pittore di colori timbrici che si espresse con estatiche improvvisazioni. I piccoli poemi sinfonici “Summer Night on the River” (1911), “On Hearing the First Cuckoo in Spring” (1912) sembrano improvvisazioni.

Il Concerto K 622 è tra le ultime composizioni che Mozart fu in grado di completare e mostra caratteristiche compositive tipiche della sua piena maturità, come il ricorso ad elaborazioni contrappuntistiche. Inoltre l’articolazione della forma-sonata, pur presente, è celata da una elaborata tecnica di sovrapposizione delle frasi musicali che crea un discorso estremamente fluido ed ininterrotto. Attentamente calibrato alle necessità espressive della composizione è l’organico orchestrale, che oltre agli archi vede impegnati solamente corni, flauti e fagotti con l’esclusione degli oboi, la cui penetrante sonorità mal si addiceva ad un concerto che, pur di grande impegno tecnico per il solista, punta a una calda espressività, a tratti quasi intima.

La Sinfonia “Degli addii” di Haydn presenta un interesse poetico particolare in quanto espressione rappresentativa dello spirito “Sturm und Drang”, ossia del movimento preromantico inteso alla rivalutazione dell’elemento passionale in opposizione al razionalismo illuministico. Ne danno un saggio l’insolita tonalità minore (di fa diesis, che, diventando maggiore nel Minuetto, suona ancora più stravagante), il clima un po’ corrusco che pervade tutta la composizione, la segreta tensione che si avverte da cima a fondo. Ciò anche nell’Allegro assai senza introduzione dell’energico primo tempo e nell’ombroso Adagio del secondo tempo, coi violini con sordina.

L’ingresso è libero. Per info: www.filarmonicacampana.it

ph. credits Emmanuel Ruggiero