Con interpreti tutti americani, quali il direttore Philipp C. Nuzzo, la violinista Tabbea Sitte e Nicole Piccolomini, mezzosoprano con una carriera alle spalle già folgorante con produzioni all’Opera di Parigi, al Teatro alla Scala, al Regio di Parma, la StaatsOper di Berlino, la Filarmonica Campana debutterà la Stagione Concertistica 2017-2018 “Prospettive” nella Sala Ferrante del Circolo Unione. Al centro della serata un programma dedicato al tema dell’amore visto da tre differenti prospettive, con l’Idillio di Sigfrido per orchestra di Richard Wagner, le due Romanze per violino e orchestra di Ludwig van Beethoven e la gitanera L’Amore stregone per mezzosoprano e orchestra di Manuel De Falla. Tre epoche musicali, tre personalità completamente diverse, tre modi differenti di analizzare la parola amore e quello che ne deriva dall’inclinazione profonda nei confronti di qualcosa o qualcuno.

L’Idillio di Sigfrido di Wagner che apre il concerto è un pezzo scritto per la nascita del figlio. Il musicista dedicò la partitura alla moglie Cosima (era la figlia di Liszt), e poiché il figlio era nato mentre il musicista era impegnato nella composizione del “Sigfrido” (terza giornata dell’Anello del Nibelungo), diede al bimbo il nome del suo eroe. «Certo», analizza il compositore Giacomo Manzoni, «il materiale tematico è estratto in gran parte dalla musica dell’opera, con in più una ninna nanna popolare tedesca che compare a tratti nella parte centrale della composizione. Per il resto l’Idillio è diverso dalla musica dell’opera per il carattere più intimo e sereno, per l’andamento discorsivo privo di grandi voli. Questa musica per piccola orchestra (flauto, oboe, due clarinetti, fagotto, due corni, tromba e archi) sorprese gradevolmente la moglie Cosima la mattina di Natale del 1870». Wagner preparò la sorpresa di un’esecuzione, affidata a quindici musicisti nascosti in fondo alla scalinata della villa di Triebschen, presso Lucerna. Un regalo musicale che colora magnificamente una situazione familiare di serenità e la felicità di quei mesi.

Seguono le due Romanze per violino e orchestra op. 40 e op. 50 di Beethoven, entrambe dal carattere dolce e impregnate di una grande espansione lirica e malinconica non proprio tipica del compositore di Bonn. Possiamo apprezzare una predilezione verso una scrittura violinistica levigata ed elegante, e un’ambientazione espressiva intimistica. Le due pagine appaiono gemelle, uguale è l’organico strumentale cameristico, uguale la costruzione formale, che segue lo schema A-B-A-C-A, con un episodio in minore prima dell’ultima ripresa. In particolare, per l’invenzione melodica di stilizzato manierismo, per l’equilibrio del rapporto fra solo e orchestra, per la compostezza della costruzione formale, la Romanza opera 40 mostra la prevalenza della qualità della “confezione” sull’impegno nel contenuto, e rivela così, della personalità di Beethoven, l’aspetto più squisitamente artigianale e ancien regime.

Chiude il programma una delle composizioni più popolari e universalmente note di Manuel de Falla, El Amor brujo (L’amore stregone). Balletto in un atto di ambientazione andalusa, fu scritto da Gregorio Martinez Sierra e venne rappresentato per la prima volta al Teatro de Lara di Madrid il 15 aprile 1915 ed inizialmente non incontrò molto favore. Falla rimise le mani sulla parte strumentale e allargò l’organico orchestrale, che nella versione definitiva comprende due flauti con l’ottavino, l’oboe, il corno inglese, due clarinetti, un fagotto, due corni, due trombe, timpani, pianoforte e archi. In questa nuova veste El Amor brujo fu ripresentato al teatro Trianon Lyrique di Parigi il 22 maggio 1925 e il successo questa volta fu unanime e divenne ancora più caloroso quando la partitura fu eseguita nella versione concertistica, con o senza la partecipazione della voce che commenta liricamente alcuni momenti della vicenda.

Orchestra Filarmonica Campana

Violino Tabbea Sitte
Mezzosoprano Nicole Piccolomini
Direttore Philipp C. Nuzzo 

Programma

Richard Wagner
Siegfried-Idyll per orchestra
Ludwig van Beethoven
Romanze per violino e orchestra op. 40 e op. 50
Manuel De Falla
El Amor brujo, balletto in un atto dalla gitanera del 1915

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