Il Concerto inaugurale dell’Orchestra Filarmonica Campana è dedicato alla memoria del Maestro Claudio Abbado, scomparso nel gennaio 2014. Il programma prevede l’esecuzione del concerto per violino e orchestra di Beethoven e la Terza Sinfonia “Renana” di Schumann. Beethoven scrive il Concerto per violino e orchestra nel 1806, quando a Vienna vi era la presenza del violinista Clement. Il concerto non infiammò il pubblico nelle prime esecuzioni e lo stesso Clement non ne apparve entusiasta. Assai apprezzato all’epoca, il virtuosismo funambolico di Clement finì però col far passare in secondo piano le qualità artistiche del Concerto di Beethoven, che presto venne così dimenticato. Occorre aspettare l’esecuzione di Joachim con Mendelsohnn nel 1844, ripresa dieci anni dopo con la collaborazione di Robert Schumann perché il concerto abbia il riconoscimento che merita. Il concerto persegue un ideale di intimismo espressivo che la natura eminentemente vocalistica del violino sembra evocare in senso lirico. Questo carattere, già presente nel primo movimento, si accentua nel secondo dove alla voce del violino di affiancano quelle dei corni, del clarinetto e del fagotto in una sequenza di dialoghi pieni d’incanti di musica e misteriosa poesia. Il larghetto, che sembra anticipare le pagine empiree e contemplative dell’ultimo Beethoven, sfocia in un allegro e popolaresco Rondò in tono di ballata. Esistono molte interpretazioni sul messaggio che Beethoven avrebbe voluto dare attraverso questo concerto, ma credo alla fine che quello che rimanga siano le emozioni che l’ascolto di questa musica genera in noi: un brano dal respiro universale, assoluto, al di fuori di spazio e tempo, musica pura. Un luogo in cui rifugiarsi nei momenti di dolore e buio, così come di gioia e luce; un approdo sicuro nel profondo del nostro spirito. La Sinfonia n. 3 in Mib Maggiore Op. 97 di Robert Schumann è una sinfonia che fu composta dal 2 novembre al 9 dicembre 1850, all’epoca in cui Schumann viveva a Dusseldorf, sulle rive del Reno. L’opera stessa è infatti chiamata “Renana”. La prima rappresentazione avvenne a Dusseldorf l’anno seguente, condotta dal compositore stesso. La sinfonia comincia immediatamente con un tema di carattere solenne suonato da tutta l’orchestra mentre nella seconda parte un altro tema più dolce viene eseguito dai legni, con una ridotta intensità ritmica. Il secondo movimento è uno Scherzo e si tratta della sintesi di un classico Minuetto, Trio e successive variazioni sul tema. Il tema principale è basato su di un landler, una danza popolare dell’Austria e del sud della Germania. Il terzo movimento crea un’atmosfera di quiete all’interno della sinfonia, mentre il quarto comincia con uno sforzato, eseguito dagli archi, che decade subito in un pianissimo affidato ai corni francesi ed ai tromboni. Il tema viene utilizzato in imitazione, e spesso ne viene variato il tempo. Il quinto movimento consiste in una danza tradizionale, variata ed imitata con dinamismo fino a giungere all’eroico finale in Mib Maggiore.

Programma
L. van Beethoven, Concerto per violino e orchestra in re magg. op. 61
R. Schumann, Sinfonia n. 3 in mib magg. op. 97 “Renana”

Interpreti
Orchestra Filarmonica Campana
Fabrizio Falasca, violino
Giulio Marazia, direttore

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