Come buona parte dei compositori inglesi contemporanei, anche il nome e l’opera di Frederick Delius non sono molto conosciuti nel nostro Paese. Dopo aver abbandonato l’attività commerciale, Delius studiò per due anni, dal 1886 al 1888, al conservatorio di Lipsia, per poi stabilirsi in Francia. Fu amico di Edvard Grieg, del quale subì inevitabilmente un certo influsso nella sua produzione, che si è mantenuta nei confini di un tipico impressionismo musicale di fine Ottocento, sulla falsariga di Elgar, venato però soprattutto da una certa forma di malinconia e di introversione meditativa, senza dimenticare, però, le sue indubbie ascendenze wagneriane. I maggiori risultati stilistici sicuramente Delius li ottenne con i lavori sinfonici, a cominciare dalla composizione orchestrale “In a Summer Garden” e, soprattutto, con i due pezzi per piccola orchestra del 1911-1912. Il Concerto K 622 è tra le ultime composizioni che Mozart fu in grado di completare e mostra caratteristiche compositive tipiche della sua piena maturità, come il ricorso ad elaborazioni contrappuntistiche. Inoltre l’articolazione della forma-sonata, pur presente, è celata da una elaborata tecnica di sovrapposizione delle frasi musicali che crea un discorso estremamente fluido ed ininterrotto. Attentamente calibrato alle necessità espressive della composizione è l’organico orchestrale, che oltre agli archi vede impegnati solamente corni, flauti e fagotti con l’esclusione degli oboi, la cui penetrante sonorità mal si addiceva ad un concerto che, pur di grande impegno tecnico per il solista, punta a una calda espressività, a tratti quasi intima. La Sinfonia “Degli addii” di Haydn presenta un interesse poetico particolare in quanto espressione rappresentativa dello spirito “Sturm und Drang”, ossia del movimento preromantico inteso alla rivalutazione dell’elemento passionale in opposizione al razionalismo illuministico. Ne danno un saggio l’insolita tonalità minore (di fa diesis, che, diventando maggiore nel Minuetto, suona ancora più stravagante), il clima un po’ corrusco che pervade tutta la composizione, la segreta tensione che si avverte da cima a fondo. Ciò anche nell’Allegro assai senza introduzione dell’energico primo tempo e nell’ombroso Adagio del secondo tempo, coi violini con sordina.

Orchestra Filarmonica Campana

Clarinetto Sabato Morretta
Direttore Giulio Marazia

Programma

Frederick Delius
Two Pieces for small orchestra: On Hearing the First Cuckoo in Spring – Summer Night on the River
Wolfgang Amadeus Mozart
Concerto per clarinetto e orchestra in la maggiore KV 622
Franz Joseph Haydn
Sinfonia no. 45 in fa diesis minore “degli Addii”

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