Riprende l’esecuzione dell’integrale delle Sinfonie di Ludwig van Beethoven che hanno contribuito ad edificare il Romanticismo musicale. Dopo la Prima e la Settima degli scorsi anni ecco la celeberrima Quinta, dove il compositore riesce a trasformare il messaggio musicale in un dramma teatrale, superando la visione filosofica dell’immagine negativa. Sul podio il maestro Ivan Antonio che completerà il programma con la Sinfonia dal Barbiere di Siviglia di Rossini e la suite Peer Gynt di Grieg. Non appena partito da Roma, Rossini aveva già ricevuto l’incarico per comporre una nuova opera buffa in occasione dell’inaugurazione del teatro Valle per il carnevale del 1817. Questa volta Rossini si affidò al Ferretti e la felice collaborazione col letterato romano diede vita alla Cenerentola, ossia La bontà in trionfo. Analogamente al Barbiere, l’opera vide un eccezionale successo solo dopo una iniziale ostilità da parte del pubblico. Anche questo lavoro, privo degli elementi soprannaturali presenti nella favola originale, si colloca nel solco della nuova visione teatrale rossiniana: il compositore, infatti, guardava ormai con distacco all’ancien régime e agli ideali illuministici. Quando, dopo alcuni anni, decise di portare il Peer Gynt sulle scene teatrali, Ibsen chiese a Edvard Grieg di comporre le musiche di scena. Dal momento che allestire i lavori più lunghi di Ibsen, come appunto Peer Gynt, è estremamente difficile e considerato il successo delle musiche di scena di Grieg, la partitura musicale cominciò a vivere indipendentemente dal dramma. Tanto più che oltre dieci anni più tardi, dalla partitura teatrale (op. 23) Grieg decise di ricavare due suite sinfoniche di quattro episodi ciascuna (op. 46 e 55), che diventarono le sue composizioni più popolari. Solo la prima delle due canzoni di Solveig fu inserita nelle suite, affidandone la melodia ai violini. La quinta sinfonia di Ludwig van Beethoven in Do minore op. 67, fu composta tra il 1807 e l’inizio del 1808 e fu eseguita il 22 dicembre 1808 a Vienna. I primi abbozzi risalgono in realtà al 1804. Si tratta, in effetti, del lavoro sinfonico di Beethoven che ebbe la gestazione più lunga e travagliata. Il primo movimento è forse la pagina più celebre e drammatica scritta dall’autore: inizia con il famoso motivo di quattro note (riportato qui sopra) che, secondo le parole dello stesso Beethoven, rappresenta “il destino che bussa alla porta”.

Programma
G. Rossini, Sinfonia dal Barbiere di Siviglia
E. Grieg, Peer Gynt, suite n. 1 op. 46
L. V. Beethoven, Sinfonia n. 5 op. 67 in do min.

Interpreti
Orchestra Filarmonica Campana
Ivan Antonio, direttore

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