Anche quest’anno continua, da parte dell’orchestra, il lavoro di ricerca e approfondimento del repertorio musicale del novecento e contemporaneo. La proposta musicale del nostro tempo è affidata al concerto dell’8 Febbraio 2020 intitolato Conflitti e che sarà effettuato nella sala principale dell’Auditorium S. Alfonso di Pagani con in programma due brani di Maurice Ravel, il suggestivo poema per soprano e orchestra Shèherazade su testi di Tristan Klingsor, che evoca sognanti atmosfere, opulente e di intensa raffinatezza, e il famoso Bolero. La particolarità di questo brano è la sua estrema essenzialità: tutti i circa quindici minuti della sua durata sono occupati da due soli temi, ripetuti ipnoticamente sopra una base ritmica ossessiva e primitiva. L’aspetto centrale dell’opera è l’orchestrazione dei singoli strumenti, che ripetizione dopo ripetizione si aggiungono, si tolgono, cambiano registro, sempre e solo suonando le due melodie e la base ritmica. Quello di Ravel, in pratica, fu una specie di esperimento sulle cose che si possono fare con un’orchestra lavorando soltanto sulle dinamiche – cioè la gestione dell’intensità sonora – e sull’aggiunta e sulla sottrazione degli strumenti. Nella seconda parte del concerto la prima esecuzione assoluta del poema per soprano, baritono e orchestra Four Persons di Giulio Marazia su testi di Roberto Sapienza e Christian Di Crescenzo. Nei monologhi dei protagonisti assistiamo ad un viaggio percettivo, un’esperienza estetica ed emozionale, dove i soggetti si riconfigurano, superando così la realtà, evadendola. L’instabilità che li accomuna, attraverso questo “concentrarsi sul loro sentire”, li porterà a ritrovare la condizione di soggetti attivi nel presente. Il poema si snoda attraverso la voce stessa dei personaggi che delineano il racconto in quattro punti di vista personali, dove la verità che caratterizza il loro essere, in quanto parziale, mette in scacco la stabilità del reale. La musica e il processo compositivo hanno come obiettivo quello di esplorare questa continua tensione fra sogno e realtà, queste attese e promesse che trovano un precario equilibrio. Chiude il programma la suite orchestrale dal balletto Romeo e Giulietta di Sergei Prokofiev, compositore che sapeva dar voce in modo impareggiabile agli umori e agli accenti di cui stati d’animo e idee si nutrivano, con sbalzi improvvisi e inattese accensioni. «Ideatore scaltro di impennate timbriche e di armonie roventi», secondo una calzante definizione di Pannain, Prokofiev intendeva lo stesso virtuosismo, la sovrabbondanza dei materiali, l’eclettismo e l’umorale scabrosità del suo modo di comporre come una conseguenza di ineluttabili categorie storiche, a cui il compositore doveva rispondere tendendo verso la creazione di dimensioni nuove per la musica, dal punto di vista armonico, melodico, ritmico, timbrico e cosi via. Ed è proprio nella qualità più emblematica del suo essere musicista «per volontà della natura», nella straordinaria sensibilità per la scrittura orchestrale, per la strumentazione capace di evocare effetti sonori e fantastici, che sono da ricercare i tratti più evidenti, personali e innovatori della sua bizzarra originalità. Tra i solisti il soprano Barbara Massaro, al debutto con l’Orchestra Filarmonica Campana, una delle giovani voci più interessanti e belle del panorama italiano, di recente al debutto al Teatro alla Scala di Milano nell’Elisir d’amore di Donizetti. La voce maschile è quella del baritono Giovanni Impagliazzo, tutti diretti dal maestro Giulio Marazia.

Orchestra Filarmonica Campana

Soprano Barbara Massaro
Baritono Giovanni Impagliazzo
Direttore Giulio Marazia

Programma

Maurice Ravel
Shéhérazade

Poema per soprano e orchestra (testi di Tristan Klingsor)

Maurice Ravel
Bolero

 

Giulio Marazia
Four Persons

Poema per soprano, baritono e orchestra (testi di Roberto Sapienza e Christian Di Crescenzo)

Sergej Prokofiev
Romeo e Giulietta

Suite dal balletto op. 64

 

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