Il concerto è organizzato per celebrare il gemellaggio tra due realtà orchestrali, l’Orchestra Filarmonica Campana e l’Orchestra Filarmonica Pugliese. Ambedue le orchestre sono interessate ad approfondire le collaborazioni organizzative e programmatiche nell’ambito della  conoscenza della musica classica e in genere della cultura musicale sul territorio italiano, e questa occasione è motivo per instaurare tra loro un proficuo scambio di competenze e know how per la creazione di un network che aiuti i giovani studenti di musica a un proficuo inserimento nel mondo del lavoro e in quello professionale in generale, oltre che alla produzione e coproduzione di concerti di musica di spessore. Le due compagini, unite, daranno vita nelle prossime stagioni a concerti con gigantesche sinfonie a doppia orchestra (OFP e OFC), interscambio di musicisti e solisti, nonché interazione e collaborazione tra le aziende locali sostenitrici delle compagini. Da sempre la musica è sinonimo di unione e coesione, che con questo impegno assunto dalle due orchestre mira a creare un vero e proprio asse musicale unico in tutto il Sud-Italia.

La linea artistica del programma è ben chiara con l’accostamento di due partiture che hanno come sfondo un contesto favolistico orientale di amore, fascino e di conseguenza perdizione. L’obiettivo è interessante soprattutto per l’occasione di offrire all’ascoltatore due panorami diversi dello stesso argomento con due compositori così simili nell’interpretare l’esotismo e nel modo di usare l’orchestra (fra l’altro Ravel per un periodo è stato allievo di Korsakov). Con Shéhérazade, Ravel si accostava per la prima volta, dopo qualche tentativo giovanile, alle magie della grande orchestra, unendovi la voce (anche questo un campo fin allora relativamente poco battuto da lui): niente di più naturale che questi approcci, data l’età e l’esperienza ancora abbastanza ristretta del compositore, avvenissero sotto il segno più o meno marcato di un’influenza altrui. Il trittico raveliano, formato da AsieLa flûte enchantée e L’indifférent, riprende quasi letteralmente il declamato e la vocalità debussiane avvolte in una sfumata orchestrazione, in cui i timbri hanno un valore determinante per la evocazione dell’atmosfera poetica.

Rimskij-Korsakov compose Shéhérazade a Niejgovitsij, nel 1888, ispirandosi ad alcuni episodi e quadri, tra loro slegati delle Mille e una notte. Il filo conduttore musicale, consistente nelle brevi introduzioni al primo, al secondo e al quarto movimento, e nell’intermezzo del terzo movimento, è scritto per violino solo e ritrae Shéhérazade mentre viene svolgendo i suoi meravigliosi racconti al crudele Sultano. Nella maggioranza dei casi, quelli che sembrano motivi conduttori sono invece materiali puramente musicali, impiegati, in tutti i movimenti della suite, soltanto per lo sviluppo sinfonico, interferendo l’uno con l’altro e alternandosi quali elementi connettivi. Uno stesso motivo, presentandosi sotto aspetti diversi, finisce così per evocare quadri, immagini, azioni differenti.

Orchestra Filarmonica Pugliese
Orchestra Filarmonica Campana

Soprano Luana Lombardi
Direttore Giulio Marazia

Programma

Maurice Ravel
Shéhérazade, poema sinfonico per voce e orchestra
Nikolai Rimsky-Korsakov
Shéhérazade, suite sinfonica op. 35

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