Sul fronte del concertismo settecentesco ecco il programma di Mozart, il Genio nella bellissima cupola del Teatro Comunale S. Alfonso di Pagani, che vedrà l’esecuzione delle due Sinfonie Concertanti, per oboe, clarinetto, fagotto, corno e orchestra in mib magg. KV 297b e per violino e viola KV 364 di Wolfgang Amadeus Mozart. Completa il programma il Concerto per tromba e orchestra in re maggiore del padre del genio salisburghese, Leopold Mozart. Tra i solisti praticamente quasi tutte le prime parti dell’Orchestra Filarmonica Campana, Giovanni Borriello (oboe), Sabato Morretta (clarinetto), Ugo Montenigro (fagotto), Christian di Crescenzo (corno), Raffaele Alfano (tromba), Giancosimo Smaldone (primo violino) e Natale Atripaldi (viola) diretti dal maestro beneventano Arturo Armellino, già sul podio dell’OFC lo scorso giugno per il Premio Toscanini 2017 con un programma dedicato proprio a Mozart.

La Sinfonia concertante in mi bemolle maggiore per oboe, clarinetto, corno, fagotto e orchestra fu scritta “in grandissima fretta” per quattro valenti musicisti amici di Mozart, tutti appartenenti alla cerchia di Mannheim ma, per circostanze poco chiare, non venne eseguita e disparve dal programma. “La Sinfonia concertante” – ha scritto l’Einstein – “non è una Sinfonia in cui quattro strumenti a fiato hanno preminenti parti a solo e non è nemmeno un vero concerto per quattro strumenti a fiato con accompagnamento d’orchestra. E’ una via di mezzo”. Se questo giudizio può essere accettato per quanto riguarda la forma e lo spirito assai libero del lavoro (una caratteristica, questa, che ricorre in molte opere del periodo parigino), gli effetti solistici sono in realtà assai curati, come senz’altro dovevano esigere i quattro virtuosi della “prima orchestra del mondo” quella di Mannheim, ai quali l’opera era destinata. Di fatto la Sinfonia concertante è divenuta un’opera fondamentale nel repertorio dei migliori solisti di fiati, che vi hanno modo di far brillare la propria abilità combinandosi variamente in un filo ininterrotto di soluzioni musicali che vanno dal tono lirico a quello giocoso, sostenute sempre dal trasparente e avvolgente tessuto connettivo di un’orchestra elegante e raffinata.

Con la Sinfonia Concertante per violino e viola in mi bemolle maggiore K. 364/320d, ritroviamo Mozart impegnato in un genere compositivo che, per molti versi, appare ancora legato al passato, alla prassi barocca e pre-classica dei Concerti per più strumenti. La costruzione nitida ed essenziale del Concerto barocco si prestava infatti in modo eccellente al dialogo e alla collaborazione fra più strumenti. Il lavoro risale al 1779 e segue dunque di pochi mesi l’esperienza del grande viaggio a Mannheim e Parigi, infruttuoso sotto il profilo professionale, e preziosissimo per le acquisizioni stilistiche. Peculiare del brano è innanzitutto il rapporto fra i due solisti, conflittuale (nella loro serrata contrapposizione) e insieme solidale (nella cantabilità belcantistica per terze e seste); proprio per ottenere una maggiore penetrazione del suono della viola Mozart prescrive che lo strumento sia accordato un semitono più alto. Altro elemento imprescindibile della partitura è l’importanza dell’orchestra; grazie all’eloquenza dello stile orchestrale di Mannheim e al dominio di una concezione formale più articolata, ci troviamo di fronte a una composizione veramente “sinfonica”, caratteristica che si impone fin dalle prime battute dell’Allegro maestoso, che affermano prepotentemente la tonalità passionale di mi bemolle.

Orchestra Filarmonica Campana

Oboe Giovanni Borriello
Clarinetto Sabato Morretta
Fagotto Ugo Montenigro
Corno Christian Di Crescenzo
Tromba Raffaele Alfano
Violino Giancosimo Smaldone
Viola Natale Atripaldi
Direttore Arturo Armellino

Programma

Wolfgang Amadeus Mozart
Sinfonia concertante per oboe, clarinetto, fagotto, corno e orchestra in mib maggiore KV 297b
Leopold Mozart
Concerto per tromba e orchestra in re maggiore
Wolfgang Amadeus Mozart
Sinfonia concertante per violino, viola e orchestra in mib magg. KV 364

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