Comunicazione di servizio

L’Associazione FILARMONICA CAMPANA comunica che in ottemperanza al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2 marzo 2021, l’attività nei teatri e nelle sale concerto è sospesa, pertanto il concerto verrà eseguito senza pubblico e trasmesso in streaming, dal Santuario della Madonna delle Galline in Pagani, sabato 10 Aprile ore 20.45 sul canale YouTube dell’OFC e sulla pagina Facebook dell’Orchestra Filarmonica Campana.

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Note introduttive

Grande ruolo hanno avuto le composizioni sacre nello sviluppo della storia della musica classica, celebri rappresentazioni in musica di tipo liturgico e religioso. Il Canto della Passione, ossia del Duetto, tra l’Anima e Gesù Cristo di S. Alfonso M. De Liguori è stato composto nel 1760, S. Alfonso aveva allora 64 anni — due anni prima della sua elevazione al Vescovado di S. Agata dei Goti ed a quella età, se non senile, pur tanto logorata e rifinita dalle fatiche di missionario e di scrittore, mostrava egli tutta la freschezza del suo estro musicale. Lo compose all’occasione degli Esercizi che doveva predicare in Napoli nella grande Chiesa della Trinità dei Pellegrini, e dove lo fece egli stesso cantare nell’intermezzo tra il catechismo e la predica grande. Il Duetto venne giudicato un capolavoro nel suo genere. S. Alfonso, senza badarvi, rivela in esso tutto il suo valore di compositore e rivela altresì tutta la naturalezza e l’espressione di quella scuola musicale, cui appartenne, e che ebbe in Napoli per fondatore il celebre maestro Alessandro Scarlatti. Il noto Maestro Parisotti così ne scrisse: «Lo stile del Duetto è così somigliante a quello dello Scarlatti che potrebbe scambiarsi con una delle molte cantate del celebre autore. Il movimento del basso continuo, il contrappunto del violino obbligato, la forma del recitativo, e più quella dell’aria, che apparisce intera col suo ritornello nel duetto, palesano il discepolo valente del valente maestro». L’argomento del Canto è tratto dalla Passione di Gesù Cristo, e S. Alfonso in esso dipinge sé e il suo tenerissimo amore per Colui, che tanto generosamente si offrì alla morte per l’umanità! Immagina l’anima che prima, da lontano, contempla il dramma sanguinoso di quella Passione divina, e che apostrofa il Giudice iniquo rimproverandolo acremente, ma che poi entra in azione, avvicinandosi a Gesù, e colloquiando amorosamente con Lui. Perciò si avviva un dialogo tra lei e l’appassionato Signore, un dialogo semplicissimo, che è gara di amore fra la creatura e il Creatore, i quali se ne contendono a vicenda la prova più grande. Sono versi inarrivabili, riboccanti quanto la musica di sentimento, spontaneità, arte dolce e severa a un tempo.

Come dicevamo prima l’Italia gode di un’importante storia musicale con questo tipo di composizioni  sacre, ancor più nel repertorio dedicato alla Madonna. Lo Stabat Mater, divenuto celebre grazia alla figura di Pergolesi, è solo uno dei tanti tasselli di una sviscerata e varia tradizione. La composizione fu commissionata nel 1734 a Giovanni Battista Pergolesi da una confraternita napoletana – i laici Cavalieri della Vergine dei Dolori di San Luigi al Palazzo – per essere eseguita durante la Settimana Santa: doveva sostituire lo Stabat Mater di Alessandro Scarlatti considerato già a quel tempo antiquato e fuori moda. Il compositore, già in precarie condizioni di salute (morirà pochi mesi dopo a soli 26 anni), si trovava nel convento dei cappuccini di Pozzuoli dove si era ritirato per via della tubercolosi che lo affliggeva. Il lavoro di Pergolesi è compatto, nonostante le concezioni armoniche e melodiche risultino al passo con le tendenze della musica della scuola napoletana del ‘700. In effetti, forse fu proprio questa la ragione che spinse la confraternita dei cappuccini a sostituire il lavoro di Scarlatti con una composizione “alla moda”. Le innovazioni nel campo della musica sacra, sebbene incontrino maggior difficoltà ad attecchire rispetto a quelle di altri generi, trovano invece una unitaria compostezza nello Stabat Mater di Pergolesi. In definitiva, la sua musica è umile, priva di virtuosismi esteriori e artifici superflui. Già dalle prime misure ci si trova in un clima commovente e malinconico: la musica diventa arte elevatissima e sembra quasi che in quelle tristi note si distingua il volto in lacrime della Beata Vergine ai piedi della croce dell’ormai morente Cristo.

Orchestra Filarmonica Campana
Soprano LUANA LOMBARDI
Mezzosoprano LUCIA BRANDA
Tenore DANIELE ZANFARDINO
Direttore GIULIO MARAZIA

Alfonso M. De Liguori | Duetto tra l’Anima e Gesù Cristo per 2 voci, archi e b.c.
Giovanni Battista Pergolesi | Stabat Mater per 2 voci, archi e b.c.

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