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SUMMARY:Sogni Notturni
DESCRIPTION:Il Sogno e la Notte sono evocati in musica con la forma del Notturno\, che tende a stimolare nell’ascoltatore l’immaginazione e la riflessione. Ogni campo dell’arte si è da sempre occupato della notte\, del cielo stellato\, della bellezza ammaliatrice della luna\, poiché ancora più antica è l’attrazione che l’uomo ha manifestato di fronte alla notte\, l’assenza totale della chiara luce solare; esso è il più ordinario dei fenomeni naturali\, ma allo stesso tempo uno dei più temuti a diversi livelli di consapevolezza. Tramite il notturno\, dunque\, il compositore tenta di esprimere in musica la propria concezione dell’ambiente notturno e le emozioni che di fronte ad esso prova. In tal modo il notturno\, pur conservando il carattere meditativo ed immaginativo\, presenta un ampio spettro di variabilità\, a seconda dell’animo del compositore\, ma anche dell’ascoltatore. Il concerto “Sogni Notturni”\, in cartellone il 21 Luglio 2023 alle ore 21.00 a Vietri sul mare\, con l’Orchestra Filarmonica Campana e la direzione musicale del maestro Giulio Marazia\, prevede un programma con musiche di Debussy\, Weill e Mendelssohn e vuole mettere in relazione i diversi modi di concepire musica ispirata al fascino della notte. Un appuntamento da non perdere\, nell’ambito della rassegna concertistica Vietri in scena 2023 curata dal Comune e sotto la direzione artistica del maestro Luigi Avallone\, in scena dalla terrazza coloratissima sull’azzurro intenso del mar Tirreno quale è la villa comunale\, interamente decorata dalle ceramiche vietresi e con una vista mozzafiato su tutto il golfo di Salerno. Il primo brano in programma è Clair de Lune di Claude Debussy\, dalle sonorità incantate rese attraverso una timbrica che si esprime negli affascinati accordi. Nella versione orchestrale\, realizzata da André Caplet\, intimo amico di Debussy che orchestrò anche altre sue composizioni\, il brano si arricchisce di nuovi timbri e colori che creano atmosfere ancor più soffuse e sospese rispetto all’originale pianistico. Kurt Weill\, prima di dedicarsi totalmente al teatro\, aveva curato anche il genere sinfonico\, nel quale\, però\, ci ha lasciato soltanto due lavori. Dopo una giovanile Sinfonia in un unico movimento\, Weill ritornò a questo genere soltanto nel 1933\, quando\, rifugiatosi in Francia\, dopo esser stato cacciato via dalla Germania nazista\, compose\, su commissione la Sinfonia n. 2. A una condotta stilistica coerente e sempre omogenea è improntata la musa di Felix Mendelssohn. La musica del Sogno di una notte di mezza estate è vera felicità e facilità\, tale per cui i vari nodi problematici connessi allo spirito romantico si appianano precocemente. In Felix\, si direbbe per innata vocazione\, il rapporto dialettico fra classicismo e romanticismo raggiunge rapidamente un saldo sincretismo\, privo dei retaggi sturmeriani\, che si riscontrano in non pochi personaggi della cultura di allora. \n  \nInterpreti \nORCHESTRA FILARMONICA CAMPANA \nGIULIO MARAZIA\ndirettore \n  \nProgramma \nClaude Debussy\nClaire de Lune (orch. A. Caplet) \nKurt Weill\nSinfonia n. 2 \nFelix Mendelssohn\nSogno di una Notte di Mezza Estate (suite) \n  \n Scarica programma di sala
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SUMMARY:Omaggio a Maria Callas
DESCRIPTION:In occasione del centenario della nascita di Maria Callas\, l’Orchestra Filarmonica Campana ha in programma una serie di eventi in onore della più grande soprano del XX secolo. Il contributo della Divina all’arte operistica del Novecento è immenso e universalmente riconosciuto. Il primo concerto della serie di omaggi si terrà a Battipaglia in collaborazione con il Comune e prevede un Gala Lirico con in programma le principali arie e duetti d’opera tratti dalle opere interpretate dal celebre soprano. Protagonisti della serata le voci di Antonella De Chiara (soprano)\, Sara Vicinanza (mezzosoprano) e Francesco Napoletano (tenore) con l’Orchestra diretta dal maestro Giulio Marazia. L’occasione del centenario della nascita di Maria Callas ci offre l’opportunità di celebrarne la personalità\, evidenziando il suo contributo al rinnovamento dell’opera. Sentiamo la necessità di mostrare aspetti della sua personalità musicale\, che riteniamo molto importanti per le nuove generazioni.. \nI SOLISTI \nAntonella De Chiara Nata a Salerno\, si è diplomata in Canto al Conservatorio della sua città e laureata in Lettere Moderne presso l’Ateneo salernitano conseguendo successivamente il Diploma Accademico di Secondo Livello in Canto\, ammessa con una borsa di studio al selettivo corso con Mirella Freni\, Luciano Pavarotti e Raina Kabaivanska\, presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “Vecchi-Tonelli” di Modena\, e il Diploma di Musica Vocale da Camera presso il Conservatorio di Benevento\, tutti con il massimo dei voti e la lode. Ha seguito Corsi di Perfezionamento\, tra gli altri\, con Leone Magiera\, Mirella Freni\, Raina Kabaivanska\, Renato Bruson\, Mariella Devia\, presso Accademie ed Enti Lirici (Accademia Chigiana-Siena\, Accademia Santa Cecilia-Roma\, Teatro dell’Opera-Roma). Vincitrice di Concorsi Lirici Internazionali\, ha cantato presso Enti Lirici\, Teatri Comunali e di Tradizione quali Teatro Regio di Torino\, Teatro La Fenice di Venezia\, Teatro Comunale di Treviso\, Teatro Comunale di Modena\, Teatro Pergolesi di Jesi\, Teatro dell’Aquila di Fermo\, Teatro Marrucino di Chieti\, in parti principali di Opere. Ha collaborato con prestigiose Associazioni Culturali Italiane\, partecipando a rassegne ed eventi in luoghi di interesse storico ed artistico. Ha al suo attivo oltre settecento Concerti con Orchestre Sinfoniche e in Formazioni da Camera in Italia\, Francia\, Austria\, Russia\, Polonia\, Giappone. Ha sempre accostato all’attività concertistica quella didattica\, in Accademie private inizialmente e poi nei Licei musicali statali\, formando giovani cantanti attualmente impegnati in carriere internazionali. È Docente di Canto e Laboratorio corale al Liceo musicale “Perito – Levi” di Eboli. \nSara Vicinanza si è diplomata in canto sotto la guida della Prof.ssa Emma Innacoli e si è laureata in canto lirico\, indirizzo nel teatro musicale sotto la guida del maestro Danilo Gabriele Serraiocco presso il conservatorio G. Martucci di Salerno. Parallelamente agli studi musicali si è laureata in Tecniche Erboristiche\, ramo farmaceutico presso l’università degli studi di Salerno. Ha seguito vari corsi di perfezionamento partecipando sempre ai concerti finali e di particolare rilievo il Masterclass Internazionale il “Lied der Romantik” tenuto dalla prof.ssa Frohlich dell’Università di Augsburg e dal Prof. Loritz dell’Università di Monaco. Ha partecipato a varie manifestazioni sia in gruppi da camera che come solista e tra questi i concerti al festival di giffoni\, i concerti al casinó sociale di Salerno\, all’arena del mare. Ha preso parte alla Serata d’onore dedicata al Maestro Armando trovajoli presso il teatro politeama di Catanzaro e all’omaggio di Giacomo Puccini in occasione del 150 esimo anniversario della nascita del Maestro al teatro augusteo di Salerno. Ha inoltre preso parte nel 2013 e nel 2014 agli spettacoli lirici tenutisi in Cina presso il teatro Guangzhou opera House. Nel 2009 ad oggi\, entra a far parte del Coro del Teatro Verdi di Salerno partecipando alle stagioni liriche sotto la direzione del M. Daniel Oren\, facendo anche delle parti di comprimariato. Attualmente partecipa all’evento “Un’estate da Re” presso la regia di Caserta\,in cui ha visto la collaborazione di grandi nomi come: Morricone\, Baglioni\, Westley. \nFrancesco Napoletano è stato Artista del Coro con assegnazione di parti solistiche presso le Fondazioni Liriche Arena di Verona dal 2002 al 2010 e Teatro Petruzzelli di Bari dal 2007 al 2018\, accumulando ulteriore esperienza anche in produzioni per Teatro Regio di Torino\, Coro della Rai di Torino\, Coop. Toscanini di Parma (per produzioni con la regia di F. Zeffirelli in Italia e all’estero)\, Teatro Lirico di Cagliari\, Teatro Verdi di Salerno. Nel 2012 ha ideato il Gala Lirico di Beneficenza di Battipaglia: si tratta di un evento patrocinato anche dalla RAI che il 5 gennaio 2020 è giunto alla sua ottava edizione; oltre 100 maestranze tra cantanti lirici solisti\, coro\, orchestra\, ballerini e figuranti nella prima parte dello spettacolo mettono in scena un’opera lirica e nella seconda eseguono brani moderni in una veste spettacolare. Tra le varie esperienze si menzionano: nel 2019 solista alla cerimonia inaugurale delle Universiadi Napoli 2019 presso lo Stadio Comunale di Nocera Inf; nel 2014 l’esecuzione l’Inno di Mameli alla Finale Italiana di Beach Volley (con ripresa televisiva Rai)\, e alla Finale Mondiale di Beach Soccer (con ripresa televisiva SKY). \n  \nInterpreti \nORCHESTRA FILARMONICA CAMPANA \nANTONELLA DE CHIARA\nsoprano \nSARA VICINANZA\nmezzosoprano \nFRANCESCO NAPOLETANO\ntenore \nGIULIO MARAZIA\ndirettore \n  \nProgramma \nGioacchino Rossini\nSinfonia da “Il Turco in Italia” \nGaetano Donizetti\nUna Furtiva Lagrima da “L’Elisir d’amore” \nGiacomo Puccini\nVissi d’arte da “Tosca” \nGeorges Bizet\nHabanera da “Carmen” \nVincenzo Bellini\nSinfonia da “Norma” \nGiacomo Puccini\nUn bel dì vedremo da “Madama Butterfly” \nGiacomo Puccini\nNessun Dorma da “Turandot” \nPietro Mascagni\nIntermezzo da “Cavalleria Rusticana” \nGiacomo Puccini\nMia gelosa…Sì\, lo sento\, ti tormento da “Tosca” \nGiuseppe Verdi\nOh\, dischiuso è il firmamento da “Nabucco” \nGiuseppe Verdi\nBrindisi da “La Traviata” \nGeronimo Gimenez\nIntermedio de “La Boda de Luis Alonso” \n  \n Scarica programma di sala
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LOCATION:Piazza Aldo Moro\, Battipaglia\, Piazza Aldo Moro\, Battipaglia\, SA\, Italia
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SUMMARY:Nobiltà e Aristocrazia
DESCRIPTION:Il concerto si apre con la Serenata per archi in mi minore op. 20 di Edward Elgar\, considerato tra i compositori inglesi più rappresentativi del periodo tardoromantico e molto sensibile alle influenze del sinfonismo di derivazione tedesca. Tutta la sua produzione è caratterizzata da una significativa vena nobile e aristocratica a partire dai suoi lavori più conosciuti le Enigma Variations\, The Dream of Gerontius\, i suoi due concerti per violino e per violoncello e orchestra\, particolarmente apprezzati per la schiettezza dell’ispirazione e l’intimità del pensiero musicale\, sempre guidato da una sobrietà e dignità di concezione\, tipica del vero gentleman di campagna inglese. Il talento musicale di Elgar\, puntato su una fresca vena melodica dalle suadenti modulazioni\, è presente nella Serenata per archi op. 20\, composta nel 1892 e contraddistinta da un cordiale e affettuoso lirismo\, rivelatore di uno stile creativo dai gusti appunto raffinati e aristocratici\, nel contesto di un discorso fluido scorrevole e secondo un tipo di scrittura formalmente chiara e sentimentalmente comunicativa. \nA seguire il concerto per pianoforte e orchestra in fa minore n. 2 op. 21 di Frederic Chopin\, dedicato ad una sua grande ammiratrice la contessa Delfina Potocka\, colei che canterà la romanza belliniana sul letto di morte del musicista. Scritto durante il periodo giovanile\, prima di lasciare Varsavia\, sotto l’influenza d’un ambiente musicale un po’ provinciale e superficiale\, che nel concerto vedeva soltanto l’occasione in cui un solista di cartello poteva esibire il suo scintillante virtuosismo e la sua accattivante cantabilità. Dunque non c’è da meravigliarsi se i temi e l’architettura di questo concerto recano tracce di questo tipo di concertismo: tuttavia il non ancora ventenne compositore lascia emergere anche in questi lavori giovanili più d’una anticipazione della sua scrittura pianistica\, del suo fascino di natura nobile e melodico e del suo colorito armonico\, inconfondibili. \nChiudono il concerto le liriche da camera di Francesco Paolo Tosti\, Non T’amo più\, Malia e A’ Vucchell\, nella versione per voce e archi e interpretate dal soprano Giusy Luana Lombardi. Tosti è stato un compositore divenuto celeberrimo per le sue liriche da camera\, nonché protagonista dei più importanti salotti artistici dell’epoca e insegnante di canto della principessa Margherita di Savoia. Le sue romanze di gusto raffinato\, espressione di un’epoca e di una società\, gli diedero fama europea. \n  \nI SOLISTI \nGiulia Falzarano nasce a Napoli il 10/08/2005. Intraprende lo studio del pianoforte in tenerissima età con sua madre\, Anna Izzo\, presso l’Accademia Musicale “Mille e una nota” di Airola ed a soli 5 anni risulta vincitrice assoluta del suo primo concorso internazionale. Prosegue poi gli studi con la Prof.ssa Tina Babuscio e con i Maestri Francesco Nicolosi e Massimo Bertucci. Nel 2016 è finalista del prestigioso concorso “Steinway”\, tenutosi a Verona\, ed è ospite dei Principi di Strongoli a Palazzo Ischitella per la rassegna musicale “I salotti di Thalberg”. Frequenta corsi di alto perfezionamento pianistico con i Maestri Pasquale Iannone\, Benedetto Lupo\, Matteo Fossi\, Giuseppe Andaloro\, Vincenzo Balzani e Mario Coppola. Colleziona un’ampia gamma di premi su tutto il territorio nazionale\, tra cui il Primo premio all’Oleggio International Piano Competition\, al Concorso Internazionale “Luigi Denza”\, al Concorso “Vietri sul mare”\, al Concorso “Città di Viterbo”\, al “Città di Bucchianico” ed a molti altri ancora. Dall’estate 2020 si esibisce nell’ambito del “Barletta Piano Festival”\, organizzato dal M° Pasquale Iannone\, con cui studia dagli ultimi tre anni. Partecipa a gennaio 2021 al progetto discografico “La scuola di Pasquale Iannone al Barletta Piano Festival” con Digressione Music ed a giugno dello stesso anno inaugura la stagione cameristica “I concerti di casa Rummo” dell’Orchestra Filarmonica di Benevento sotto la direzione artistica di Beatrice Rana\, eseguendo il Concerto K415 di Mozart in quintetto. Debutta con l’orchestra nell’estate 2021 a Martina Franca per il “Piano Lab Festival” e\, nello stesso anno\, si esibisce presso il Teatro Giordano di Foggia\, accompagnata dall’Orchestra del Teatro Goldoni di Livorno. Nell’estate 2022 si esibisce presso il Teatro Romano di Benevento per l’VIII stagione sinfonica dell’Orchestra Filarmonica di Benevento\, sotto direzione artistica di Beatrice Rana\, eseguendo il Concerto n.2 op. 21 di Chopin\, che replica per il “Barletta Piano Festival” con l’orchestra filarmonica della Calabria. Frequenta il Conservatorio di Musica “Nicola Sala” di Benevento ed è nella classe del M° Rosalba Novelli. \nLuana Lombardi Nasce nel 1991 a Cava de Tirreni (Sa)\, comincia i suoi studi presto\, diplomandosi in Canto e Violoncello presso il Conservatorio Statale di Musica G. Martucci di Salerno. Si è specializzata presso il Conservatorio G. Verdi di Milano nella classe di canto di Cristina Rubin laureandosi con il massimo dei voti cum laude. E’inoltre laureata in Discipline Arte\, Musica e Spettacolo (DAMS). Ha seguito vari stage di perfezionamento avendo modo di perfezionarsi con i maestri Fiorenza Cedolins e Donato Renzetti. Come soprano è risultata primo premio al 3° concorso europeo di esecuzione musicale “Jacopo Napoli” di Cava dei Tirreni (Sa) sez. Canto. Ha collaborato con diverse formazioni musicali quali il Coro Polifonico Alfonsiano\, il Coro Collegium Vocale Salernitano\, l’Orchestra Alfaterna\, l’Orchestra Sinfonica Ensemble Contemporaneo\, l’Orchestra Filarmonica Campana\, l’Orchestra del Conservatorio di Milano\, la Venice Chamber Orchestra\, dove ha ricoperto il ruolo di soprano solista in numerosi concerti tenuti in Italia. Ha cantato a New York con la Brooklyn Metro Chamber Orchestra nel 2015 e nel 2018 interpretando musiche di Bach e Mozart. Nel 2017 esce il dvd della prima esecuzione assoluta della Sinfonia Abellana per soli\, coro e grande orchestra di Oderigi Lusi con l’Orchestra Filarmonica Campana e pubblicato dalla Da Vinci Edition. Ha interpretato Adina nell’Elisir d’Amore in una produzione dell’Orchestra Antonio Vivaldi sotto la direzione di Lorenzo Passerini mentre nel 2019 ha cantato in Israele con l’Israeli Moshavot Chamber e in Cina con l’Orchestra Sinfonica Castelbuono Classica Orchestra. Recentemente con l’Orchestra Filarmonica Campana è stata nuovamente in Cina per un tour di ben 28 concerti dedicati all’opera lirica italiana in alcuni dei più prestigiosi teatri e sale da concerto\, toccando città come Henan\, Harbin\, Shanghai\, Chongqing\, Zhuhai\, Nanning\, Tangshan e Zibo. \n  \nInterpreti \nORCHESTRA FILARMONICA CAMPANA \nGIULIA FALZARANO\npianoforte \nLUANA LOMBARDI\nsoprano \nGIULIO MARAZIA\ndirettore \n  \nProgramma \nEdward Elgar\nSerenata per archi in mi minore op. 20 \nFrederic Chopin\nConcerto per pianoforte e orchestra n. 2 op. 21 in fa minore \nFrancesco Paolo Tosti\nLiriche da camera per soprano e orchestra d’archi \n  \n Scarica programma di sala
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LOCATION:Teatro Lirico Giorgio Gaber\, Milano\, Via Larga\, 14\, 20122 Milano MI\, Italia
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SUMMARY:Concerto di Primavera
DESCRIPTION:Il concerto si apre con la sinfonia del Nabucco di Giuseppe Verdi dove ogni tema ha una propria esigenza narrativa che spesso contrasta con gli altri. Si tratta di motivi musicali che non interagiscono fra loro\, pur appartenendo ad un brano unico e dove fra questi è possibile riconoscere il celebre tema del Và pensiero che intonerà il coro più avanti nell’opera come eroico anelito alla libertà. Segue l’ouverture dalla Cavalleria Leggera di Franz von Suppè\, celebre operetta del compositore austriaco dove è protagonista la satira militare che tanto fece arrabbiare la censura asburgica e dove il galoppo finale risuona spesso\, oltre che nelle sale da concerto\, in film e cartoni animati. Del francese Emilè Waldteufel verrà eseguito il celebre valzer I Pattinatori\, per lungo tempo attribuito a Johann Strauss ma che di fatto è stato scritto da questo musicista francese di famiglia ebrea\, nato a Strasburgo nel 1837. La sua musica è caratterizzata da un senso melodico nella tradizione dei melodisti francesi del suo tempo come Gounod\, Saint-Saëns o Bizet. La sua ispirazione spazia dalle opere comiche di Audran\, Lacome o Offenbach alla musica popolare bavarese o al folklore boemo. Il suo lavoro abbondante consiste principalmente di musica da ballo: valzer\, polke e mazurche così come delle melodie che hanno fatto la sua reputazione. Ampio spazio poi alla musica di Johann Strauss figlio con l’esecuzione di due grandi valzer il Kaiser-Walzer e Fruhlingstimmen intervallati dalle due polke Auf der Jagd! e Annen-polka\, musica che non ha bisogno di presentazione che grazie ai Concerti di Capodanno di tradizione viennese è entrata nell’immaginario collettivo del grande pubblico. A seguire l’intermezzo dalla La Boda de Luis Alonso di Geronimo Gimenez\, zarzuela di una certa fama\, composta nel 1897\, il cui intermezzo appunto si segnala per la scrittura vivace e coloristica nella quale confluiscono i ritmi di varie danze tra cui quello di una seguidillia. Dai colori spagnoli a quelli italiani con la sinfonia de La Gazza Ladra di Gioachino Rossini che inizia con un rullo di tamburi e con un tema maestoso che si sviluppa passando dal modo maggiore al modo minore\, con giri armonici che ci portano come su una spaventosa giostra. Da qui in poi si ascoltano diversi temi\, che entrano in sordina per poi andare in crescendo\, ripetendo ogni volta con un’orchestrazione sempre più ricca e più coinvolgente. Il concerto si chiude con il Lago dei Cigni di Tchaikovsky dal quale saranno eseguiti l’ouverture e il valzer e la sinfonia da La Forza del Destino di Verdi. Musica caratterizzata da tanta forza emotiva e soprattutto evocativa specie in quella scritta dal compositore di Busseto. Il destino ci spinge verso un buco nero. Siamo liberi o siamo trascinati da questa forza? \n  \nIL DIRETTORE \nStéphanie Praduroux nasce nel 1984 ad Aosta e si avvicina alla musica all’età di sei anni con lo studio del pianoforte. Si dedica poi al clarinetto\, strumento con il quale ottiene il suo diploma nel 2002 all’Istituto Musicale Pareggiato di Aosta. La passione per la musica la porta quindi al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano\, dove inizia gli studi in composizione e successivamente in direzione d’orchestra presso la classe del M.o Parisi\, conseguendo la laurea specialistica nel 2010 con il massimo dei voti. Ha seguito i corsi dell’Accademia Chigiana\, sotto la guida del M.o Gelmetti\, affiancandoli alle masterclass con Jorma Panula\, Emmanuel Siffert\, Manfred Huss\, Alexis Hauser\, Misha Katz e Jorge Perez Gomez. Sempre con il M.o Gomez ha portato avanti un progetto “non degree” all’ University of New Mexico presso la quale\, in seguito\, è stata invitata più volte in qualità di guest conductor per programmi sinfonici e operistici. Ha collaborato con orchestre quali la Kronstadt Philarmoniker\, la UNM Orchestra\, l’Orchestra Filarmonica di Bacau\, l’Orchestra del Conservatorio di Milano\, il Ritratti ensemble\, i Pomeriggi Musicali. Ha lavorato in qualità di assistente al progetto Sinfonica-Orchestra Giovanile della Valle d’Aosta\, affiancando musicisti quali Enrico Bronzi\, Renato Rivolta\, Emmanuel Siffert e Guido Maria Guida. Attualmente insegna esercitazioni orchestrali presso il Conservatoire de la Vallee d’Aoste e occupa il ruolo di direttore musicale della nuova Orchestre du Conservatoire de la Vallée d’Aoste. Inoltre è stata alla guida dell’Ensemble Mont Rose\, orchestra al “femminile” con la quale propone partiture di compositrici anche in prima esecuzione ai fini di riscoprirne il valore storico-musicologico. Nel 2019 è stata nominata direttore artistico e musicale dell’orchestra femminile Mozart di Ivrea che ha debuttato con un concerto sinfonico accompagnando il solista Bruno Canino nel marzo 2019. Sempre per quel che riguarda il repertorio sinfonico negli ultimi anni è stata invitata in qualità di direttore ospite dall’Orquesta Sinfonica de San Juan in Argentina\, dall’Orquesta Sinfonica de Cuenca in Ecuador\, dall’Orquesta Sinfonica de Aguascalientes in Messico\, dall’Orchestra del Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste e dall’Orchestra LaFil-Filarmonica di Milano. \n  \nInterpreti \nORCHESTRA FILARMONICA CAMPANA \nSTEPHANIE PRADUROUX\ndirettore \n  \nProgramma \nGiuseppe Verdi \nSinfonia da “Nabucco” \nFranz Von Suppe’\nOuverture da “Leichte Kavallerie” \nEmile Waldteufel\nValzer “Les Patineurs” \nJohann Strauss II \nAud der Jagd!\, polka schnell \nJohann Strauss II \nKaiser Walzer \nJohann Strauss II \nAnnen Polka \nJohann Strauss II \nFruhlingsstimmen Walzer \nGeronimo Gimenez \nIntermedio de “La Boda de Luis Alonso” \nPiotr Ilych Tchaihovsky\nOverture e Valzer da “Il Lago dei Cigni” \nGioacchino Rossi\nSinfonia da “La Gazza Ladra” \nGiuseppe Verdi\nSinfonia da “La Forza del destino” \n  \n Scarica programma di sala
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SUMMARY:Profonda Leggerezza
DESCRIPTION:Il concerto si apre con la Serenade per chitarra e orchestra d’archi di Malcom Arnold\, compositore di grande valenza musicale e conosciuto soprattutto al grande pubblico per la sua attività di compositore di musica da film che gli è valsa anche un oscar nel 1958. Durante la guerra fu esonerato dal servizio militare per la sua valenza musicale e dopo una stagione nel 1944 alla BBC Symphony ritornò alla London Philarmonic Orchestra nel 1946. Nel 1948 vince la Mendelssohn Scholarship che gli permette di passare un anno in Italia e al suo ritorno decide di concentrarsi interamente alla composizione. La sua esperienza come professore d’orchestra gli è d’aiuto nella composizione e nell’orchestrazione e si costruisce rapidamente una reputazione di compositore fluente e versatile ma anche di brillante orchestratore.\nCon un’intelligenza vivace e aperta alle manifestazioni della bellezza dell’arte\, Mendelssohn ha mostrato le proprie caratteristiche musicali sin dalle prime composizioni\, alle quali appartengono le dodici sinfonie per l’orchestra d’archi\, scritte fra gli undici e i quindici anni\, dal 1820 al 1824\, il Concerto in mi maggiore per due pianoforti (1823) e il Concerto in re minore per pianoforte\, violino e orchestra d’archi\, elaborato nel 1823 e scelto per il programma di questo concerto. Tali lavori\, destinati ai concerti privati che si davano tutti i sabati nella ricca e accogliente casa berlinese dell’artista per dilettare i familiari e gli amici\, rispecchiano più che altro la forma delle “sonate per orchestra d’archi” e testimoniano la pronta ed estroversa inventiva di un adolescente educato\, oltre che a severi studi musicali\, alla conoscenza approfondita della letteratura classica\, delle lingue straniere e del disegno. Ciò che risalta in questi componimenti è la misurata eleganza melodica\, unita ad una brillante e piacevole scorrevolezza ritmica\, espressione di un animo aperto alla gioiosa felicità della vita. È vero che in queste composizioni non mancano le influenze mozartiane e beethoveniane\, ma non si può negare ad esse una spigliatezza e freschezza di tono nel modo di condurre il discorso melodico\, in linea con le regole classiche\, ma già tendenzialmente protese verso la forma romantica. La Simple Symphony op. 4 è uno dei brani più noti del compositore inglese Benjamin Britten. Composta nel 1934\, quando il suo autore aveva soltanto vent’anni\, raccoglie otto temi tratti da alcune opere precedenti e li assembla in modo organico all’interno di una composizione di più ampio respiro. Ne nasce una pagina fresca e piacevole\, nella quale trovano posto in sapiente equilibrio la vivacità e l’irruenza tipica degli anni giovanili di Britten e il gusto per gli impasti timbrici\, che saranno le caratteristiche principali delle sue ultime composizioni. \n  \nI SOLISTI \nFederica Severini\, nata nel 1996\, si è diplomata in violino presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli con il massimo dei voti\, lode e menzione. Ha seguito i corsi di perfezionamento del Maestro Salvatore Accardo presso l’Accademia W. Stauffer di Cremona ed ha conseguito il diploma di alto perfezionamento sia in violino sia in musica da camera\, presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Ha conseguito il MAS (Master of Advanced Studies) presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano con il Maestro Klaidi Sahatci. Ha seguito masterclass dei Maestri F. Manara e Carlo Maria Parazzoli. È risultata vincitrice del Primo Premio al Concorso “American Protègè – International Concerto Competition” di New York\, esibendosi nella Weill Hall della Carnegie Hall ed il Primo Premio Assoluto al Concorso internazionale “Dinu Lipatti” di Roma. Ha inoltre conseguito una borsa di studio per il progetto “Il sogno di un violino” per esibirsi da solista con l’Orchestra da Camera Italiana diretta dal Maestro Salvatore Accardo presso il Teatro Eliseo di Roma. Attualmente è violino di fila presso la Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano ed è risultata idonea al Concorso di Violino di fila dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. Ha fatto parte dell’organico dell’Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala di Milano\, esibendosi anche in qualità di spalla. Ha collaborato con i Cameristi della Scala\, Teatro San Carlo di Napoli\, Teatro Verdi di Salerno\, Orchestra da Camera Italiana\, Solisti Aquilani\, Tiroler Festspiele Orchesterakademie\, Camerata Ducale e La Fil- Orchestra Sinfonica di Milano. Si è esibita con direttori del calibro di R. Muti\, D. Gatti\, M. Mariotti\, Z. Mehta\, T. Gushlbauer\, D. Coleman\, J.Valçuha\, P. Steinberg\, I. Fisher\, P. Rundel\, P. Sorokin\, W. Hermanto. Si dedica assiduamente alla musica contemporanea. Ha partecipato al progetto Biennale College Musica della Biennale di Venezia negli anni 2015-16 e alla rassegna “Assoli” dell’Accademia Filarmonica Romana. Attualmente collabora con Divertimento Ensemble di Milano con cui si è esibita presso l’Huddersfield International Contemporary Music Festival. Suona un violino Romeo Antoniazzi del 1912. \nPier Carmine Garzillo\, nato a Napoli nel 1995\, si è diplomato in Pianoforte a 17 anni con lode e menzione speciale\, con programma monografico su Franz Liszt\, presso il Conservatorio Statale “Domenico Cimarosa” di Avellino\, sotto la guida del M° Francesco Nicolosi. Laureato in Musicologia con il massimo dei voti – con una tesi in Analisi e Teorie Musicali – presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e diplomato in Composizione presso il Conservatorio Statale “Domenico Cimarosa” di Avellino con il M° Giacomo Vitale\, si è specializzato con il M° Giuseppe Devastato in “Interpretación Musical e Investigación Performativa” presso l’Universidad Alfonso X El Sabio di Madrid e con il M° Nazzareno Carusi in Musica da Camera presso l’Accademia Pianistica di Imola. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti in prestigiose competizioni internazionali\, tra i quali il Grand Prix e Premio del pubblico al IV Cesar Franck International Piano Competition di Bruxelles\, il Grand Prix al VII Pianotalents International Competition di Milano\, il 2° Premio al XVII Concurso Internacional de Piano “Compositores de España” di Madrid\, il 1° Premio al V Riga International Competition for Young Pianists\, il 3° Premio al IX Sigismund Thalberg International Piano Competition di Napoli. Ha suonato in importanti sale da concerto\, tra le quali la Metallener Saal del Müsikverein di Vienna\, il Museo Scriabin di Mosca\, lo Shigeru Kawai Center di Madrid\, il Salone dei Cinquecento del Palazzo Vecchio di Firenze\, il Duomo di Bari. Nel 2019 ha pubblicato il saggio “Liszt allo Specchio: dal De Profundis al Totentanz”\, con PM Edizioni\, e nel 2020 ha pubblicato il cd solistico “Liszt: Konzertsolos” con la casa discografica Da Vinci Classics. \nFrancesca De Filippis nata a Salerno\, ha studiato chitarra con Franco Matrone presso il Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli\, diplomandosi con il massimo dei voti. Ha inoltre conseguito il diploma accademico di II livello ad indirizzo concertistico\, con il massimo dei voti e la Lode sotto la guida di Maurizio Villa. Nel 2016 è stata ammessa al prestigioso Master di II livello al conservatorio “Arrigo Boito” di Parma\, dove ha avuto la possibilità di perfezionarsi con concertisti di fama internazionale quali Oscar Ghiglia\, Lorenzo Micheli\, Massimo Felici\, Giampaolo Bandini\, Zoran Dukic\, Pavel Stedel e Timo Korhonen\, laureandosi con il massimo dei voti e la lode. Ha partecipato e vinto diversi concorsi nazionali quali “Concorso Lufrano- Chavez”\, Concorso “Napoli Nova”\, Concorso “Ame Puccini”\, “Concorso Carlo Agresti”. Si è esibita in molti festival nazionali ed internazionali quali “Cilento International Music Festival”\, “Festival Paganini” di Parma\, “Guitar Education&Research”\, Concerti al Palazzo Grenoble\, “Le corti dell’arte”\, Music Festival at MARTE Museum\, “Irno Music Festival”\, “Concerti dell’Archivio storico di Napoli”\, “Acerra Guitar Meeting” “Concerti di Primavera” al Duomo di Salerno. E’ stata selezionata come solista dall’Orchestra Filarmonica Campana per l’esecuzione del famoso “Concierto de Aranjuez” di Joaquin Rodrgio nell’ambito della stagione concertistica “Suggestioni Neoclassiche” 2021/2022. Nel 2020 è stato pubblicato il suo primo lavoro discografico “Une soiree chez Mr. Ricardo Vines” dalla casa Da Vinci Records. \n  \nInterpreti \nORCHESTRA FILARMONICA CAMPANA \nFEDERICA SEVERINI \nviolino \nPIER CARMINE GARZILLO \npianoforte \nFRANCESCA DE FILIPPIS \nchitarra \nGIULIO MARAZIA \ndirettore \n  \nProgramma \nMalcom Arnold \nSerenade per chitarra e archi op. 50 \nFelix Mendelssohn\nDoppio concerto per violino\, pianoforte e archi in re minore \nBenjamin Britten\nSimple Symphony op. 4 \n  \n Scarica programma di sala
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SUMMARY:Concerto per il nuovo anno
DESCRIPTION:L’Orchestra Filarmonica Campana mantiene anche per il 2023 la tradizione del Concerto per festeggiare l’inizio del nuovo anno in musica e come da tradizione lo fa in una città sempre diversa della Regione Campania. Dopo la tappa a Vico Equense per il 2022 per il 2023 è stata scelta Battipaglia. Il concerto rientra nella più ampia rassegna “Serre d’inverno…e Natale sia!” organizzata dall’amministrazione comunale presso il Salotto Comunale. Il programma è diviso in tre filoni: la musica da film dell’immortale Ennio Morricone\, la grande tradizione viennese con Johann Strauss II e arie e danze dalle grandi opere di Giuseppe Verdi\, Franz Lehar\, Agustin Lara e Giacomo Puccini. Sul podio per la prima volta ci sarà il direttore Giovanni Minafra e le voci del soprano Luana Lombardi e del tenore Achille Del Giudice. \n  \nInterpreti \nORCHESTRA FILARMONICA CAMPANA \nLUANA LOMBARDI \nsoprano \nACHILLE DEL GIUDICE \ntenore \nGIOVANNI MINAFRA \ndirettore \n  \nProgramma \nGeronimo Gimenez \nIntermedio de “La Boda de Luis Alonso” \nAgustin Lara\nGranada \nEnnio Morricone\nNella Fantasia \nEnnio Morricone\nNuovo Cinema Paradiso \nEnnio Morricone\nC’era una volta il west\nEnnio Morricone\nPer un pugno di dollari \nGiacomo Puccini\nE lucevan le stelle\, dall’opera “Tosca” \nJohann Strauss II\nAn der schonen blaue donau\, valzer (Sul Bel Danubio Blu) \nGiacomo Puccini\nQuando m’en vò\, dall’opera “La Boheme”\nJohann Strauss II\nPersischer March\, (Marcia Persiana) \nJohann Strauss II\nAuf der Jagd\, polka schnell (A Caccia\, polka veloce) \nGiacomo Puccini\nO Soave Fanciulla\, dall’opera “La Boheme” \nFranz Lehar\nTace il labbro\, dall’operetta “La Vedova Allegra” \nJohann Strauss II\nRadetzky March (Marcia di Radetzky) \nGiuseppe Verdi\nLibiamo ne’ lieti calici\, dall’opera “La Traviata” \n  \n Scarica programma di sala
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SUMMARY:Concerto di Natale
DESCRIPTION:Il secondo appuntamento dedicato al Natale andrà in scena a Vico Equense dalla Chiesa SS. Ciro e Giovanni alle ore 19.30 nella giornata di Santo Stefano. Il Concerto è organizzato dal Comune di Vico Equense e rientra nel cartellone delle manifestazioni natalizie organizzato dall’amministrazione. Natale e musica: un binomio imprescindibile e non solo per quanto scrive Luca nel suo Vangelo (in cui pastori adorano il Redentore neonato intonando canzoni e nenie); ma che evidenzia parte del nostro humus culturale: la musica è un elemento imprescindibile per rendere più solenne un evento e più grandiosa una festa. A dimostrazione di questo assioma la musica è stata sempre un componente importante durante le festività natalizie: i canti e le composizioni sacre sono sterminate. Lo sviluppo delle rappresentazioni natalizie in musica si ebbe soprattutto tra ‘500 e ‘600 con recite locali della Natività accompagnate da canti e musiche folcloristiche. Questo genere si diffuse soprattutto nell’Italia Centrale quando durante il periodo natalizio gruppi di suonatori vagavano nei villaggi e intonavano melodie tradizionali natalizie con cornamuse\, flauti e altri strumenti a fiato. In questo stesso periodo nacquero anche componimenti di grandi musicisti: il “Dialogo de’ pastori al Presepe di Nostro Signore” di Giovanni Francesco Anerio che contiene anche qualche tentativo di imitazione di melodie e di strumenti natalizi\, la “Pastorale” di Marc Antoine Charpentier\, in cui è assunto come punto di prospettiva il racconto di un angelo\, la “Storia di Natale” di Heinrich Schütz\, la “Cantata Pastorale per il Natale” di Alessandro Scarlatti. Prende piede inoltre una tradizione di musiche natalizie strumentali\, che a fianco delle consuete composizioni di stampo classico\, sviluppano nuove forme che intendono imitare le nenie che i pastori suonano nel periodo natalizio. Peculiarità di questi brani l’utilizzazione di strumenti caratteristici come cornamuse\, pive\, zampogne. L’esempio più importante di questo genere è rappresentato\, dal “Concerto grosso fatto per la notte di Natale” di Arcangelo Corelli e dal “Riposo dopo la notte” di Natale di Antonio Vivaldi. Ovviamente continua anche la produzione di musica natalizia legata alla liturgia ecclesiastica: tra tutti si segnalano l’“Oratorio di Natale” di John Sebastian Bach\, e il “Messiah” di Haendel\, che pur essendo una composizione che copre l’intera vita di Gesù\, è diventata inestricabilmente collegata con la stagione del Natale\, in virtù del meraviglioso Halleluja con cui gli angeli annunciano la nascita di Cristo. A partire dal 1800 la musica classica\, incomincia a “snobbare” il Natale (anche se non mancano le preziose eccezioni come la ninna nanna di Brahms divenuta il famoso “Dormi dormi bel bambino”) ma è in questo secolo\, e in parte in quello precedente\, che nascono alcuni canti popolari la cui fama è giunta fino a noi (per citarne alcuni “Tu scendi dalle stelle”; “O Tannennbaum”; “Stille Nacht” in italiano “Astro del Ciel”). Con questi brani si incomincia ad evidenziare il distacco tra la rappresentazione sacra del Natale e quella secolare. Infatti molti di questi canti sono considerati natalizi nonostante siano limitati i riferimenti alla religiosità dell’evento e si cominciano invece a sottolineare altri elementi come le caratteristiche meteorologiche (con la neve in testa)\, quelle ambientali (con abeti e pini) e quelle fantasiose (con Babbo Natale\, elfi e renne). \n  \nInterpreti \nEnsemble dell’Orchestra Filarmonica Campana \nCOLOMBA STAIANO \nsoprano \nLUCA IACONO \ndirettore \n  \nProgramma \nAlessandro Scarlatti\nCantata Pastorale per la natività di nostro Signore Gesù Cristo \nArcangelo Corelli\nConcerto Grosso “Fatto per la Notte di Natale” \nFranz Xavier Gruber\nStille Nacht \nAnonimo\nAdeste Fideles \nAdolph Adam\nO Holy Night \nAntonio Vivaldi\nConcerto per due violini\, archi e b.c. in la minore n. 8\, Op. 3 RV 522 \nAlfonso Maria De Liguori\nQuanno nascette ninno\nFermarono i cieli\nTu scendi dalle stelle \n  \n Scarica programma di sala
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LOCATION:Chiesa SS. Ciro e Giovanni\, Via S. Ciro\, 13\, 80069 Vico Equense NA
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SUMMARY:Il Natale
DESCRIPTION:Il progetto Civiltà Musicali del 700’ Napoletano svolge la sua azione culturale nel quartiere di Marianella\, presso la Chiesa San Giovanni Battista\, adiacente la cappella e casa natia di S. Alfonso. La rassegna concertistica\, curata dall’Orchestra Filarmonica Campana\, prevede 3 eventi\, programmati tra ottobre e dicembre\, che sono sviluppati attorno ad uno specifico argomento sacro: La Passione\, La Madonna\, Il Natale. La musica era molto diffusa nella società napoletana del settecento\, tanto da costituire una necessita’ per l’intera popolazione e in tutti gli avvenimenti pubblici\, privati e funzioni religiose era sempre presente. La citta’ eccelleva in particolare per la musica sacra e in questo contesto merita di essere annoverato anche S. Alfonso\, nato a Marianella e allievo\, come Vinci e Pergolesi\, di Gaetano Greco\, uno dei maggiori e influenti maestri della scuola napoletana. I programmi proposti sono caratterizzati dall’esecuzione in prassi di capolavori poco conosciuti e poco eseguiti\, con un focus particolare dedicato alla musica di S. Alfonso. \n  \nInterpreti \nCORRISPONDENZE ARMONICHE\nEnsemble di strumenti antichi \nGIULIO MARAZIA \ndirezione \nLUANA LOMBARDI \nsoprano \nLUCIA BRANDA\nmezzosoprano \n  \nProgramma \nAlessandro Speranza\nCare Puer\, mottetto pastorale per soprano\, archi e basso continuo \nGaetano Greco\nCorrente per clavicembalo solo \nAlessandro Speranza\nS’adori il Sol nascente per soprano\, mezzosoprano\, archi e basso continuo \nGiovanni Battista Pergolesi\nConcerto in sib per mandolino\, archi e basso continuo \nAlessandro Scarlatti\nCantata pastorale per la Natività di nostro Signore Gesù Cristo per soprano\, archi e basso continuo \nAlfonso Maria De Liguori\nQuanno nascette Ninno\nFermarono i cieli\nGesù Cristo peccerillo\nTu scendi dalle Stelle \n  \n Scarica programma di sala
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LOCATION:Marianella\, Napoli\, Piazza S. Alfonso a Marianella\, 4\, Italia
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SUMMARY:Concerto di Natale
DESCRIPTION:Il 10 Dicembre 2022\, ritorna il Concerto di Natale del Coro dell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno. Anche quest’anno\, ad accompagnare l’esecuzione dei brani tradizionali e della liturgia natalizia saranno le note dell’Orchestra Filarmonica Campana. Un coro è partecipazione e comunione ed è così che il Concerto di Natale 2022 si arricchirà delle voci di Mariangela Topa\, soprano solista del Coro della Diocesi di Roma\, e di Leonardo Trinciarelli\, tenore solista del Teatro dell’Opera di Roma. A guidare quanti parteciperanno nel percorso tracciato dai brani\, le parole di Concita De Luca\, sin dalla prima edizione presentatrice dell’evento. Questa edizione del concerto di Natale nasce dall’esigenza di ritornare a guardare questo periodo di Avvento e di Attesa con gli occhi dei bambini. «Lasciate che i bambini vengano da me; non glielo vietate\, perché il regno di Dio è di chi è come loro. In verità io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il regno di Dio come un bambino\, non vi entrerà affatto» (Mc 10\, 14-15). Le parole di Gesù ci aprono gli occhi sull’unico modo possibile per rendere vero il nostro Sentire\, essere al modo dei bambini. Un messaggio\, questo\, tanto tangibile da essere ripreso anche nella letteratura contemporanea; dice Antoine de Saint-Exupéry nel suo Il piccolo principe: “Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano”. Il Concerto di Natale 2022 vuole porre questo modo di sentire nuovamente al centro\, raccontando della vera Luce in questo tempo di buio\, un messaggio di Pace in un tempo di guerra. \n  \nInterpreti \nORCHESTRA FILARMONICA CAMPANA  \nCORO DELL’ARCIDIOCESI DI SALERNO  \nMARIANGELA TOPA \nsoprano \nLEONARDO TRINCIARELLI\ntenore \nREMO GRIMALDI \ndirettore \n  \nProgramma \nTollite Hostias \nTante schiere d’angeli \nMinuit Chretien\nPacem in terris \nAdeste Fideles \nStar Carol \nQuando Nascette Ninno \nCarol of the drum \nTu scendi dalle stelle \nThe first Nowell\nMele Kalikimaka\nWhite Christmas \nGlory to the Lord \nSleigh Ride \nJoy to the world \n  \n Scarica programma di sala
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LOCATION:Cattedrale “Ss. Matteo e Gregorio”\, Piazza Alfano I\, 84125 Salerno SA
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SUMMARY:Oltre lo sguardo
DESCRIPTION:Il concerto “Oltre lo Sguardo” propone un percorso mirato a creare stimoli musicali per osservare\, confrontare\, riflettere sul significato del Romanticismo musicale e letterario. Pagine speciali quelle scelte per il programma della serata con due pionieri dell’800’: Bruch e Beethoven. Entrambi gli autori connessi con il brano di apertura su commissione OFC intitolato “Come un Balenio” scritto dal nostro composer in residence Oderigi Lusi e proposto in prima esecuzione assoluta. Il lavoro si ispira alla punta più alta della produzione letteraria di Samuel Taylor Coleridge\, nel 250° anniversario della nascita\, La ballata del vecchio marinaio\, inesauribile fonte d’ispirazione nel teatro e nella musica. Poeta di straordinaria immaginazione e critico di sconfinata cultura e raffinatezza\, è annoverato tra i padri del Romanticismo inglese. Nato ad Ottery St Mary\, a sud-ovest dell’Inghilterra\, e morto ad Highgate nel luglio del 1834\, Samuel Taylor Coleridge scrisse a quattro mani con William Wordsworth le Ballate liriche\, opera-manifesto del movimento romantico inglese. Affascinato dall’idealismo tedesco di Schlegel e Schelling\, da esso derivò il concetto di poesia quale strumento di massimo potere creativo. Il doppio concerto per violino\, viola e orchestra in mi minore op. 88 di Max Bruch (dall’originale per clarinetto e viola) nasce in un momento storico di grandi trasformazioni del linguaggio musicale\, e testimonia la volontà del compositore di essere impermeabile a questi cambiamenti. Troviamo anzi la fede professata da Bruch nella tradizione del tardo romanticismo tedesco\, nei modelli di Brahms e di Mendelssohn\, nel suo radicale rifiuto verso ogni novità\, verso le «follie moderne» di compositori come Strauss\, Reger\, e Debussy\, che egli definì come un «inqualificabile imbrattacarte». Lo spirito del brano è un ventaglio di caratteri espressivi e di umori intimamente romantici\, con una vena intimista e nostalgica data anche dalla prevalente tonalità minore. La nascita della Quinta Sinfonia di Beethoven\, dedicata al principe Lobkowitz e al conte Rasumowsky\, si colloca tra il 1804 il 1808\, anche se l’anno della sua stesura definitiva è il 1807. La prima esecuzione pubblica ebbe luogo il 22 dicembre del 1808 al teatro An der Wien in un memorabile concerto tutto beethoveniano diretto dall’autore\, comprendente fra l’altro la Sesta Sinfonia\, il Quarto Concerto per pianoforte\, la Fantasia con coro op. 80. Fin dalle prime esecuzioni l’opera suscitò l’entusiasmo della critica più incline alla nuova sensibilità romantica\, come testimoniò E.Th.A. Hoffmann che ne intuì «l’unitarietà e la logica interiore» oltre il cliché del Beethoven “sfrenato” sostenuto dalla critica erudita. La Quinta\, forse la più eseguita e la più universalmente conosciuta delle nove sinfonie\, è considerata il paradigma del sinfonismo beethoveniano nel senso che nessuna altra opera presenta le caratteristiche\, quasi le idiosincrasie del linguaggio di Beethoven con altrettanta chiarezza e concisione. \n  \nIL DIRETTORE  \nNato a Budapest nel 1981\, Daniel Somogyi-Toth studia pianoforte e composizione presso il Conservatorio Béla Bartók e\, nel 2006\, si laurea come direttore e organista all’Accademia Franz Liszt. Successivamente ricopre la carica di direttore al Teatro dell’Operetta di Budapest con il quale efettua numerose tournées all’estero. Nel 2011 viene nominato direttore musicale generale di Debrecen\, seconda cittá dell’Ungheria dopo Budapest\, dirigendo la Filarmonica Kodály e la Compagnia dell’Opera del Teatro Nazionale di Csokonai. Con la stessa Orchestra\, nel 2016 é invitato al „Ravenna Festival” di Riccardo Muti\, con gli allestimenti de La contessa Maritza\, Il pipistrello e La vedova allegra riportando un vivo successo di pubblico e di critica. Somogyi-Toth si é esibito alla Tonhalle di Zurigo\, al Centro Nazionale Performing Arts di Pechino\, alla Philharmonie im Gasteig a Monaco di Baviera\, all’Opera di Tel Aviv ed ha collaborato con Nigel Kennedy\, Sir Neville Marriner\, Bobby McFerrin\, Ramón Vargas e l’Orchestra Della Suisse Romande. Si esibisce regolarmente come un solista della Filharmonica Nazionale d’Ungheria. \n  \nInterpreti \nORCHESTRA FILARMONICA CAMPANA  \nGIUSEPPE CAROTENUTO \nviolino \nLUCA IMPROTA \nviola \nDANIEL SOMOGYI-TOTH \ndirettore \n  \nProgramma \nOderigi Lusi\nCome un balenìo meditazione per orchestra – prima esecuzione assoluta  (liberamente ispirata a “La Ballata del vecchio Marinaio” di Samuel Taylor Coleridge (250° anniversario dalla nascita) nella traduzione di Beppe Fenoglio (100° anniversario dalla nascita) \nMax Bruch\nDoppio Concerto per violino\, viola e orchestra in mi minore op. 88 \nLudwig van Beethoven\nSinfonia n. 5 op. 67 in do minore \n  \n Scarica programma di sala
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LOCATION:Cappela Palatina\, Reggia di Caserta
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SUMMARY:La Realta' dell’Indefinibile
DESCRIPTION:La nostra proposta artistica per il 2022/2023 attraversa numerose ed importanti ricorrenze tra cui quella della celebrazione dei 100 anni dalla nascita di Pier Paolo Pasolini (1922-1975)\, figura tra le più dibattute ed emblematiche del suo tempo e che rappresenta ancora oggi un punto fermo della cultura italiana e internazionale\, grazie alla sua capacità di leggere e anticipare le trasformazioni della società contemporanea che ne fanno un autore tuttora originale e di grande attualità. Nel bellissimo adagio posto al termine di Poeta delle ceneri\, Pasolini definisce la musica come «l’unica azione espressiva forse\, alta\, e indefinibile come le azioni della realtà» nel tentativo di descrivere il fascino ch’essa ha sempre esercitato nel suo immaginario di intellettuale\, regista\, scrittore\, pittore e poeta. Un fascino di natura passionale dato da fortissimi impulsi\, nei cui confronti la riflessione razionale\, viva e interessantissima\, resta comunque ancillare e subordinata ma pur sempre in grado di far nascere le immagini sonore che costellano le pagine della sua narrativa\, i suoi percorsi poetici e\, soprattutto\, le colonne sonore del suo cinema. I rapporti di Pasolini con la musica vanno considerati assumendo questa prospettiva\, tentando di scandagliare le profondità del suo pensiero che con il mondo dei suoni aveva un rapporto sicuramente eletto. Egli\, infatti\, aveva insite nella propria personalità le condizioni per potersi esprimere musicalmente\, a partire dai profondi silenzi che gli permettevano di cogliere la musicalità della realtà a lui circostante. L’incontro con Johann Sebastian Bach\, ricordato e sottolineato in più luoghi come determinante nel suo cinema in forma di poesia\, risale agli anni della primavera friulana grazie all’incontro con Pina Kalc\, profuga a Casarsa in se-guito all’occupazione tedesca della Slovenia. È Pina che gli fa conoscere il Sici- liano e la Ciaccona\, due opere che nel giovane Pasolini danno vita a delle vere e proprie folgorazioni\, raccolte in appunti di rara bellezza in cui traspare la maniera singolare con cui egli si avvicina alla musica del Kantor tedesco. L’atteggiamento con cui Pasolini si rivolge a Bach è significativo della ma- niera con cui egli interpreta il linguaggio musicale dell’età classica tout court. Nel Vangelo secondo Matteo (1964)\, troviamo\, inoltre\, una larga presenza di opere di Wolfgang Amadeus Mozart\, in cui ancora una volta «il sacro e il profano miracolosamente si mescolano»\, come egli scrive nella sceneggiatura del film. Il tramite che lo avvicina ai repertori del compositore salisburghese è Elsa Morante\, anima gemella che condivideva un rapporto molto simile con la musica. Mozart\, agli occhi di Pasolini\, diviene così immagine della «leggerezza mortuaria». Dopo Bach\, egli diviene così uno dei punti di riferimento maggiormente significativi delle colonne sonore del suo cinema.  \n  \nIL DIRETTORE  \nCLAUDIO COHEN\, direttore d’orchestra Direttore Principale e Direttore Artistico dell’Orchestra Sinfonica del Teatro Nazionale Claudio Santoro\, Claudio Cohen è Cittadino Onorario di Brasilia. Ha partecipato attivamente alla scena musicale brasiliana e all’estero come direttore d’orchestra e come artista ospite presso celebri festival musicali e stagioni orchestrali. È uno dei membri fondatori dell’Orchestra Sinfonica del Teatro Nazionale Cláudio Santoro\, dove ha suonato come primo violino. È stato membro del Brasília Quartet con il quale ha girato il Brasile\, l’Asia\, le Americhe\, l’Europa e ha registrato diversi CD. Nel 1993 ha vinto lo Sharp Award nella categoria miglior album classico ed è anche vincitore dell’OK Culture Award. Ha ricevuto una nomination al TIM Music Award 2003 e nel 2004 ha vinto il IX Premio Carlos Gomes\, concorrendo per la categoria speciale di musica da camera. È membro dell’Accademia brasiliana di lettere e musica – ALMUB dell’Accademia Brasiliana delle Scienze\, delle Arti\, della Storia e Letteratura. È stato insignito dell’Ordine al Merito di Brasilia\, Ordine al Merito Culturale del Distretto Federale nel grado di Commendatore e anche dell’Ordine al Merito Giudiziario del Lavoro nel grado di Commendatore. Ha ricevuto altri premi\, tra cui: Merito commerciale dell’Associazione commerciale di DF\, Trofeo Stella de Prata 2011 della BPW\, Diploma di deferenza della polizia federale\, Merito di espressione nazionale dell’Accademia internazionale di Cultura\, Medaglia pacificatrice e merito militare (da parte dell’esercito brasiliano); Merito culturale Cláudio Santoro\, la medaglia al Merito Musicale “Anacleto Medeiros”\, Medaglia “Imperador Pedro II” e la medaglia “Amigo da Marinha”. Claudio Cohen ha un’intensa attività sia a lievello nazionale che internazionale\, dove si esibisce come Direttore di diverse orchestre nei seguenti paesi; USA\, Messico\, Austria\, Germania\, Ungheria\, Serbia\, Polonia\, Portogallo\, Bulgaria\, Finlandia\, Italia\, Argentina\, Cile\, Ecuador\, Qatar\, Repubblica Ceca\, Spagna\, Israele\, Romania e Brasile. Cláudio Cohen ha ricevuto nel 2022 l’onorificenza della Croce d’Oro per la Scienza e l’Arte della Repubblica d’Austria. \nI SOLISTI  \nFederica Severini\, nata nel 1996\, si è diplomata in violino presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli con il massimo dei voti\, lode e menzione. Ha seguito i corsi di perfezionamento del Maestro Salvatore Accardo presso l’Accademia W. Stauffer di Cremona ed ha conseguito il diploma di alto perfezionamento sia in violino sia in musica da camera\, presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Ha conseguito il MAS (Master of Advanced Studies) presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano con il Maestro Klaidi Sahatci. Ha seguito masterclass dei Maestri F. Manara e Carlo Maria Parazzoli. È risultata vincitrice del Primo Premio al Concorso “American Protègè – International Concerto Competition” di New York\, esibendosi nella Weill Hall della Carnegie Hall ed il Primo Premio Assoluto al Concorso internazionale “Dinu Lipatti” di Roma. Ha inoltre conseguito una borsa di studio per il progetto “Il sogno di un violino” per esibirsi da solista con l’Orchestra da Camera Italiana diretta dal Maestro Salvatore Accardo presso il Teatro Eliseo di Roma. Attualmente è violino di fila presso la Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano ed è risultata idonea al Concorso di Violino di fila dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. Ha fatto parte dell’organico dell’Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala di Milano\, esibendosi anche in qualità di spalla. Ha collaborato con i Cameristi della Scala\, Teatro San Carlo di Napoli\, Teatro Verdi di Salerno\, Orchestra da Camera Italiana\, Solisti Aquilani\, Tiroler Festspiele Orchesterakademie\, Camerata Ducale e La Fil- Orchestra Sinfonica di Milano. Si è esibita con direttori del calibro di R. Muti\, D. Gatti\, M. Mariotti\, Z. Mehta\, T. Gushlbauer\, D. Coleman\, J.Valçuha\, P. Steinberg\, I. Fisher\, P. Rundel\, P. Sorokin\, W. Hermanto. Si dedica assiduamente alla musica contemporanea. Ha partecipato al progetto Biennale College Musica della Biennale di Venezia negli anni 2015-16 e alla rassegna “Assoli” dell’Accademia Filarmonica Romana. Attualmente collabora con Divertimento Ensemble di Milano con cui si è esibita presso l’Huddersfield International Contemporary Music Festival. Suona un violino Romeo Antoniazzi del 1912. \nAndrea Maini è nato a Carpi (Mo). Ha conseguito il diploma di Viola presso il Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara sotto la guida del M° V. Dallari e ha affinato le competenze tecniche ed espressive alla prestigiosa Accademia “W. Stauffer” di Cremona con il M° B. Giuranna. Si è esibito nelle principali sale da concerto di tutto il mondo in formazioni di vario genere. Collabora in veste di Prima Viola con numerose orchestre: Opera di Roma\, Arena di Verona\, Teatro La Fenice di Venezia\, Teatro Regio di Torino\, Teatro Comunale di Bologna\, Teatro San Carlo di Napoli\, Orchestra Filarmonica Marchigiana\, Orchestra di Padova e del Veneto\, Teatro Verdi di Salerno. Ha eseguito come solista in prima nazionale “Electra” di I. Fedele alla Scala di Milano. Insegna Viola al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Suona una viola costruita da M. Capicchioni nel 1958 su modello Tertis. \n  \nInterpreti \nORCHESTRA FILARMONICA CAMPANA  \nFEDERICA SEVERINI violino \nANDREA MAINI viola \nCLAUDIO COHENdirettore \n  \nProgramma \nHeitor Villa-Lobos  Bachianas Brasileiras n. 4\, Preludio \nNey Rosauro3 Episodios Sinfonicos para Orquestra  \nWolfgang Amadeus MozartSinfonia Concertante per violino\, viola e orch. in mib KV 364  \nJohann Sebastian Bach-Anton WebernMusical Offering\, BWV 1079\, Ricercar a 6\n  \n Scarica programma di sala
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LOCATION:Teatro S. Alfonso\, Pagani\, Piazza Sant' Alfonso\, Pagani\, Italia
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SUMMARY:La Madonna
DESCRIPTION:Il progetto Civiltà Musicali del 700’ Napoletano svolge la sua azione culturale nel quartiere di Marianella\, presso la Chiesa San Giovanni Battista\, adiacente la cappella e casa natia di S. Alfonso. La rassegna concertistica\, curata dall’Orchestra Filarmonica Campana\, prevede 3 eventi\, programmati tra ottobre e dicembre\, che sono sviluppati attorno ad uno specifico argomento sacro: La Passione\, La Madonna\, Il Natale. La musica era molto diffusa nella società napoletana del settecento\, tanto da costituire una necessita’ per l’intera popolazione e in tutti gli avvenimenti pubblici\, privati e funzioni religiose era sempre presente. La citta’ eccelleva in particolare per la musica sacra e in questo contesto merita di essere annoverato anche S. Alfonso\, nato a Marianella e allievo\, come Vinci e Pergolesi\, di Gaetano Greco\, uno dei maggiori e influenti maestri della scuola napoletana. I programmi proposti sono caratterizzati dall’esecuzione in prassi di capolavori poco conosciuti e poco eseguiti\, con un focus particolare dedicato alla musica di S. Alfonso. \n  \nInterpreti \nCORRISPONDENZE ARMONICHE\nEnsemble di strumenti antichi \nGIULIO MARAZIA \ndirezione \nVALENTINA MASTRANGELO\nsoprano \nMARTA PLUDA\nmezzo soprano \nProgramma \nGiovanni Battista Pergolesi\nStabat Mater per soprano\, contralto\, archi e b.c. \nNicola Antonio Porpora\nSalve Regina per contralto\, archi e b.c. in fa maggiore \nAlfonso De Liguori\nSalve del ciel Regina\nSei pura sei pia\nLodiamo cantando\nO bella mia speranza \n  \n Scarica programma di sala
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SUMMARY:Fascino Visionario
DESCRIPTION:Insieme nel segno della musica\, strumento di fratellanza e unione tra popoli. È il messaggio che lancia questo concerto e che vede unite due realtà artistiche: l’Orchestra Filarmonica Campana e l’Orchestra Filarmonica Pugliese. Una collaborazione di durata triennale che ha il fine di instaurare un gemellaggio tra le due compagini e che porti alla produzione\, in entrambe le sedi delle due realtà\, di programmi destinati a presentare lavori di rara esecuzione o che necessitano di massicci organici orchestrali. Il programma scelto per questo primo concerto insieme prevede due capolavori di stampo tardo-romantico: l’ouverture Romeo e Giulietta di Tchaikovsky e la Sinfonia “Dal Nuovo Mondo” di Dvorak. Per Tchaikovsky il teatro di Shakespeare non costituiva la sconvolgente scoperta di un mondo espressivo radicalmente in contrasto con il passato\, bensì una potente illustrazione delle fondamentali passioni del cuore umano. Il programma letterario dell’Ouverture forniva a Cajkovskij una situazione drammaturgica ideale per costruire una classica pagina da concerto. La vicenda di Romeo e Giulietta si riduce nella sua versione a due elementi drammatici contrastanti\, che racchiudono in sintesi tutta la tragedia. Il primo consiste nella violenta faida feudale tra Capuleti e Montecchi mentre al lato opposto troviamo invece il tema dell’amore\, “dolce ma sensibile” come recita l’indicazione espressiva della partitura. La realtà\, sembra concludere l’autore\, avrà sempre la meglio sul sogno d’amore. La Sinfonia n. 9 di Dvorak è il suo primo lavoro “americano” e ultima delle sue Sinfonie ed appare permeata dalla nuova atmosfera nella quale si trovò a vivere il compositore\, che affermava: «Mi piace molto e si distingue in modo sostanziale dalle mie precedenti composizioni. Certamente l’influenza dell’America può esser sentita da chiunque abbia un naso». E ancora: «Credo che la terra americana influenzerà in modo benefico i miei pensieri\, e potrei quasi dire che qualcosa del genere si sente già nella nuova Sinfonia». Sin dalla sua prima esecuzione\, avvenuta alla Carnegie Hall di New York il 16 dicembre 1893\, la Sinfonia “dal Nuovo Mondo” ebbe un successo enorme e acquistò da allora una grandissima popolarità nel repertorio sinfonico. Molti vollero vedervi\, equivocando\, una musica piena di sentimenti patriottici\, costruita su melodie della tradizione popolare negra o indoamericana\, salutando addirittura la nascita di una scuola nazionale statunitense\, è vero che Dvorak fu molto attratto da alcune musiche americane\, soprattutto dagli spirituals e dai songs di Stephen Collins Poster\, che aveva conosciuto grazie al giovane cantante di colore Harry Burleigh. Ma nella sua nuova Sinfonia non citò alcun tema e\, pur condividendo l’idea che si trattasse di una “Sinfonia americana”\, non voleva che si facesse troppo caso al titolo\, aggiunto all’ultimo momento prima di inviare la partitura al direttore d’orchestra Anton Seidl che ne diresse la prima. Alla vigilia della prima\, in un’intervista sul New York Herald del 5 dicembre\, dichiarò: «È lo spirito delle melodie negre e degli indiani d’America che mi sono sforzato di ricreare nella mia nuova Sinfonia. Non ho usato neanche una di quelle melodie. Ho semplicemente scritto dei temi caratteristici incorporando in essi le qualità della musica indiana\, e usando questi temi come mio materiale li ho sviluppati servendomi di tutti i moderni mezzi del ritmo\, del contrappunto e del colore orchestrale». \n  \nInterpreti \nORCHESTRA FILARMONICA CAMPANA \nORCHESTRA FILARMONICA PUGLIESE \nGIULIO MARAZIA\ndirettore \n  \nProgramma \nPyotr Ilyich Tchaikovsky \nRomeo e Giulietta\, ouverture-fantasia \nAntonín Dvořák \nSinfonia n. 9 in mi minore op. 95 “Dal Nuovo Mondo” \n  \n Scarica programma di sala
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SUMMARY:Serenate
DESCRIPTION:La XIVa Stagione concertistica dell’Orchestra Filarmonica Campana prende il via dalla bellissima Reggia di Caserta e più precisamente dal vestibolo superiore dello scalone reale. La collaborazione con il famoso museo costruito dal Vanvitelli nasce nell’ambito del bando di valorizzazione partecipata “Incontri di arte e cultura alla Reggia”. Il programma proposto è incentrato sull’esecuzione di due brani di stampo romantico e dedicati alla forma della serenata e tra le espressioni orchestrali maturate in seno al Romanticismo europeo quello della Serenata rappresenta uno dei momenti più emblematici e caratteristici. Se nel Rinascimento questo termine\, in ambito musicale\, definiva un brano da intonare\, con l’ausilio di uno strumento a corde\, alla persona amata\, nel Barocco assunse una valenza più complessa e articolata\, un’opera da eseguire all’aperto e che si poneva a metà strada tra l’opera e la cantata (con Stradella\, Scarlatti\, Caldara e Vivaldi\, tra gli altri\, che eccelsero in questo genere). Con l’avvento del Classicismo prima e del Romanticismo poi\, invece\, la Serenata si concentrò nell’espressione orchestrale in composizioni squisitamente melodiche e suddivise in più movimenti. E se oggi noi ricordiamo soprattutto le Serenate di Mozart e le due\, stupende\, di Brahms\, non dobbiamo dimenticare che anche altri compositori\, appartenenti al tardoromanticismo\, almeno nella fase storica di quando le composero\, devono essere menzionati per le loro Serenate. E’ il caso di Dvořák dove suggestioni romantico-elegiache vengono ricondotte ad un’atmosfera malinconica che domina il lavoro. Ma fu tuttavia proprio Brahms\, divenuto il suo protettore presso l’editore Simrock\, ad incoraggiare la vocazione nazionale ed autoctona di Dvorak. Fu così che egli\, nel 1878\, dette un pendant di carattere quasi opposto alla prima Serenata\, scrivendone una seconda per dieci strumenti a fiato\, violoncello e contrabasso. Essa fu presentata per la prima volta a Praga nel corso di un concerto in cui Dvorak diresse musiche proprie e che si svolse il 17 novembre 1878. Questa serata fu fondamentale per la sua notorietà di compositore e per la sua carriera di direttore. Abbandonando definitivamente certe velleità tardo-romantiche\, la Serenata costituisce una significativa presa di coscienza della vera vocazione dell’autore e nello stesso tempo un ritorno al gusto per una musica «all’aperto» e di sapore villareccio o contadino. \n  \nInterpreti \nORCHESTRA FILARMONICA CAMPANA \nGIULIO MARAZIA direttore\n  \nProgramma \nAntonín Dvořák Serenata in re minore op. 44 per fiati\, violoncello e contrabbasso \nJohannes Brahms Serenata in la maggiore n. 2 op. 16 per orchestra \n  \n Scarica programma di sala
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LOCATION:Vestibolo Superiore\, Reggia di Caserta\, Piazza Carlo III di Borbone\, Italia
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SUMMARY:La Passione
DESCRIPTION:Il progetto Civiltà Musicali del 700’ Napoletano svolge la sua azione culturale nel quartiere di Marianella\, presso la Chiesa San Giovanni Battista\, adiacente la cappella e casa natia di S. Alfonso. La rassegna concertistica\, curata dall’Orchestra Filarmonica Campana\, prevede 3 eventi\, programmati tra ottobre e dicembre\, che sono sviluppati attorno ad uno specifico argomento sacro: La Passione\, La Madonna\, Il Natale. La musica era molto diffusa nella società napoletana del settecento\, tanto da costituire una necessita’ per l’intera popolazione e in tutti gli avvenimenti pubblici\, privati e funzioni religiose era sempre presente. La citta’ eccelleva in particolare per la musica sacra e in questo contesto merita di essere annoverato anche S. Alfonso\, nato a Marianella e allievo\, come Vinci e Pergolesi\, di Gaetano Greco\, uno dei maggiori e influenti maestri della scuola napoletana. I programmi proposti sono caratterizzati dall’esecuzione in prassi di capolavori poco conosciuti e poco eseguiti\, con un focus particolare dedicato alla musica di S. Alfonso. \n  \nInterpreti \nCORRISPONDENZE ARMONICHE\nEnsemble di strumenti antichi \nGIULIO MARAZIA \nclavicembalo e direzione \nSILIA VALENTE\nsoprano \nMARCO MIGLIETTA\ntenore \nROSARIO GRAUSO\nbaritono \nProgramma \nAlfonso Maria De’ Liguori\nDuetto tra l’Anima e Gesù Cristo per soprano\, tenore\, archi e basso continuo\n(elaborazione strumentale a cura di Alfonso Vitale) \nRecitativo (Giudice ingiusto e iniquo)\nDuetto (Dove\, Gesù\, ten vai?) \nLeonardo Vinci\nCantata morale sopra la Passione di Nostro Signore “S. Fede e Peccatore” per soprano\, baritono\, archi e basso continuo\n(elaborazione strumentale a cura di Lupo Ciaglia) \nRecitativo I (Peccatore\, che fai?)\nAria I (Senti pur la cara voce)\nRecitativo II (Santa Fede\, ahi purtroppo ascolto le tue voci)\nAria II (La cerva sitibonda)\nRecitativo III (Se adunque mio Peccatore)\nAria III (duetto: Io piango Santa Fede) \nGiovanni Andrea Valentini\nCantata sacra “Maria e S. Giovanni a pie’ della croce” per soprano\, tenore\, archi e basso continuo \n(elaborazione strumentale a cura di Alfonso Vitale) \nRecitativo I (Regina de dolori)\nAria I (Qual conforto è mai per quella infelice tortorella)\nRecitativo II (Madre piangete?)\nAria II (Cuore più non tardar)\nRecitativo III (Quando Gesù trafitto)\nAria III (duetto: Già ch’ebbi la sorte di darti) \n  \n Scarica programma di sala
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