Salta al contenuto principale

Orchestra Filarmonica Campana

Il racconto di una stagione

Si conclude la XVII stagione concertistica 2025/2026 dell’Orchestra Filarmonica Campana. Un percorso tra grande repertorio sinfonico, nuove commissioni, collaborazioni artistiche e dialogo tra tradizione e contemporaneità.

Con il concerto Maschere Russe, tenutosi il 18 ottobre a Molfetta, si è conclusa INCLINAZIONI, la XVII stagione concertistica dell’Orchestra Filarmonica Campana, sotto la direzione artistica e musicale di Giulio Marazia. Un percorso iniziato nel novembre 2025 e sviluppatosi attraverso programmi, interpreti e luoghi differenti, nel quale la pluralità delle esperienze musicali è diventata espressione di una precisa visione artistica: un’orchestra che considera il repertorio non come un patrimonio immobile, ma come una materia viva, capace di dialogare con il presente e di aprirsi a nuove prospettive interpretative. Il titolo INCLINAZIONI ha rappresentato la chiave di lettura dell’intera programmazione. Le inclinazioni dei compositori, degli interpreti e del pubblico, ma anche quelle di un’istituzione musicale che sceglie di attraversare linguaggi diversi, interrogando le relazioni tra tradizione e contemporaneità, memoria e innovazione, appartenenza e apertura culturale.

 

Il repertorio come spazio di confronto

La stagione ha attraversato alcune delle principali esperienze della storia musicale europea, senza limitarsi ai percorsi più consueti. Dalle suggestioni del teatro musicale italiano e della lirica da camera, protagoniste di “L’Eco dell’Anima mia” (la lirica da camera italiana ha chiuso il cerchio con quella francese e tedesca affrontata nella precedente stagione) fino alla grande tradizione sinfonica di Beethoven, Mozart, Mendelssohn, Respighi e degli autori del Novecento, ogni programma ha proposto una particolare prospettiva di ascolto. Con Viaggio in Italia, il pianista Martin Kasik e l’Orchestra Filarmonica Campana, diretta da Giulio Marazia, hanno dato vita a un confronto tra Chopin, Mozart e Mendelssohn, mentre Echi Viennesi, affidato alla direzione di Thomas Guggeis con la partecipazione del mezzosoprano Corinna Scheurle, ha riportato l’attenzione sulle diverse espressioni del classicismo viennese. Un posto significativo ha occupato anche la musica vocale e sacra, con l’esecuzione dello Stabat Mater di Gioachino Rossini alla Reggia di Caserta e nella Basilica dei Santi XII Apostoli a Roma, in collaborazione con l’International Opera Choir. Sono programmi che testimoniano una volontà di approfondimento interpretativo, nella quale la scelta del repertorio diventa occasione per individuare relazioni, contrasti e corrispondenze tra compositori ed epoche.

 

La musica contemporanea e la responsabilità della creazione

Uno degli elementi distintivi di INCLINAZIONI è stato il ruolo attribuito alla musica del nostro tempo. L’Orchestra Filarmonica Campana ha proseguito il proprio impegno nella promozione della nuova creatività attraverso commissioni e prime esecuzioni assolute, riconoscendo nella produzione contemporanea una componente essenziale della propria attività artistica. Particolarmente significativo il progetto Vibrazioni Futuristiche, che ha accostato la Settima Sinfonia di Beethoven al linguaggio minimalista di Philip Glass e alla nuova Sinfonietta di Salvatore Passantino, commissionata dall’Orchestra Filarmonica Campana. Un ulteriore momento di questo percorso è stato Dentro l’Aria, presentato il 31 maggio nella Cappella Palatina della Reggia di Caserta, con musiche di Gian Francesco Malipiero, Andrew Paul MacDonald e Ottorino Respighi. Al centro del programma, la prima esecuzione assoluta di Love Unfolding del compositore canadese Andrew Paul MacDonald, commissione dell’Orchestra Filarmonica Campana. La presenza di queste nuove opere non ha rappresentato un episodio isolato, ma la prosecuzione di una linea artistica che considera l’orchestra anche come luogo di produzione culturale, capace di contribuire direttamente alla nascita e alla diffusione di nuovo repertorio.

 

Collaborazioni, interpreti e nuove prospettive

INCLINAZIONI ha confermato l’importanza delle collaborazioni artistiche come strumento di crescita e confronto. La coproduzione con l’Orchestra Senzaspine di Bologna e il Triskeles Saxophone Quartet, la partecipazione dell’International Opera Choir, la presenza di direttori e solisti ospiti e il coinvolgimento di giovani interpreti hanno contribuito ad ampliare gli orizzonti della programmazione. Accanto agli appuntamenti propriamente sinfonici, la stagione ha accolto progetti capaci di attraversare differenti tradizioni musicali. Con Impressions of Brazil, il pianista Mike del Ferro e la cantante Femke Smit hanno esplorato le sonorità brasiliane in dialogo con l’organico orchestrale, mentre Trame Sonore, con il sassofonista Nico Chirichella, ha posto al centro le possibilità espressive e timbriche dello strumento solista. Particolare rilievo ha assunto anche l’apertura a complessi ospiti, come l’Orchestra Sinfonica Brutia, protagonista a Salerno di Vivaldi – Il suono della Natura, con Manuel Arlia nel ruolo di violino solista e concertatore. La collaborazione con l’Orchestra Filarmonica Pugliese, culminata nel concerto conclusivo Maschere Russe, ha ulteriormente rafforzato questa dimensione di scambio tra realtà orchestrali, valorizzando il dialogo artistico e la condivisione delle esperienze.

 

La musica e i luoghi

La stagione ha confermato la volontà dell’Orchestra Filarmonica Campana di costruire un rapporto dinamico con i territori e con gli spazi della cultura. Dalla Reggia di Caserta alle chiese storiche di Salerno e Roma, dai teatri alle piazze, dai luoghi del patrimonio archeologico fino ai Monti Ebolitani, la programmazione ha incontrato pubblici e contesti differenti. In questa prospettiva si collocano appuntamenti come Alba alla Reggia, nel Giardino Inglese della Reggia di Caserta, Geografie Musicali, ambientato nel paesaggio dei Monti Ebolitani, e il concerto lirico-sinfonico al Parco Archeologico di Paestum e Velia. Non soltanto luoghi destinati a ospitare la musica, ma spazi capaci di contribuire alla costruzione dell’esperienza di ascolto, creando nuove relazioni tra repertorio, paesaggio, architettura e comunità. Questa attenzione alla dimensione territoriale si accompagna alla volontà di rendere la musica sinfonica accessibile a pubblici diversi, attraverso proposte artistiche che mantengono la propria qualità senza rinunciare alla capacità di coinvolgimento.

 

Maschere Russe: il finale di un percorso

Il concerto conclusivo del 18 ottobre a Molfetta ha rappresentato una sintesi significativa dello spirito della stagione. Attraverso le musiche di Rimskij-Korsakov, Prokof’ev, Musorgskij e Borodin, Maschere Russe ha esplorato alcune delle molteplici espressioni del sinfonismo russo: il colore teatrale, la reinvenzione neoclassica, l’immaginario fantastico e la forza evocativa della danza. Sul podio Giovanni Minàfra, nell’ambito della collaborazione artistica tra Orchestra Filarmonica Campana e Orchestra Filarmonica Pugliese. Un programma che, attraverso il confronto tra estetiche differenti, ha restituito proprio il significato più profondo di INCLINAZIONI: osservare la musica da prospettive diverse, riconoscendone le trasformazioni e le continue possibilità espressive.

 

Vent’anni di musica, uno sguardo al futuro

La conclusione della stagione 2025/2026 assume un significato particolare nell’anno del ventennale dell’Orchestra Filarmonica Campana, fondata nel 2006. Vent’anni di attività nei quali la crescita dell’orchestra si è accompagnata alla progressiva definizione di una propria fisionomia artistica, fondata sulla valorizzazione del patrimonio sinfonico, sull’attenzione alla nuova musica, sulla collaborazione con interpreti di differenti generazioni e sulla costruzione di relazioni culturali oltre i confini regionali e nazionali.

 

«Una stagione non si misura soltanto attraverso il numero dei concerti, ma soprattutto nella coerenza delle scelte artistiche. INCLINAZIONI esprime il nostro desiderio di costruire un’orchestra capace di confrontarsi con il grande repertorio e, allo stesso tempo, di partecipare attivamente alla creazione musicale del presente. Credo che la riconoscibilità artistica di un’istituzione culturale risieda proprio nella capacità di mantenere una visione, continuando ad arricchirla attraverso nuovi incontri e nuove esperienze».

— Giulio Marazia, direttore artistico e musicale

 

Le celebrazioni del ventennale non si esauriscono tuttavia con la conclusione di INCLINAZIONI. Proseguiranno negli ultimi mesi del 2026, accompagnando i primi appuntamenti della nuova stagione concertistica DOPO BEETHOVEN 2026/2027, in programma a novembre e dicembre. Un passaggio che sottolinea la continuità del percorso artistico dell’Orchestra Filarmonica Campana: dalla riflessione sui vent’anni di attività alle nuove prospettive di programmazione, nel segno di una ricerca musicale in costante evoluzione. Con INCLINAZIONI si conclude dunque un capitolo significativo, ma non si interrompe un percorso. Le esperienze maturate, le collaborazioni costruite e le nuove opere entrate nel repertorio dell’orchestra costituiscono il punto di partenza per ulteriori sviluppi. Perché una visione musicale non è un traguardo definitivamente raggiunto: è una costruzione continua, che prende forma attraverso le scelte, gli interpreti e soprattutto la musica che ancora resta da immaginare.