PAESSAGGI SONORI
All’interno del programma Dentro l’Aria dell’Orchestra Filarmonica Campana, un ruolo centrale è affidato a LOVE UNFOLDING per orchestra di Andrew Paul MacDonald, presentata in prima esecuzione mondiale. Commissionata dalla stessa Orchestra Filarmonica Campana e dedicata a Giulio Marazia, la composizione si inserisce in una linea di ricerca contemporanea che privilegia il processo sonoro rispetto alla forma come struttura predefinita. Il concetto di unfolding, letteralmente “dischiudersi”, “dispiegarsi”, costituisce il nucleo poetico e formale dell’opera. Ispirata all’immagine dell’apertura di un fiore, la composizione traduce in termini musicali un processo di rivelazione progressiva: da uno stato iniziale di potenzialità latente a una condizione di piena manifestazione. Tale dinamica può essere letta anche in chiave percettiva ed emotiva, come scoperta, presa di coscienza o nascita di un sentimento, un “primo amore” che si rivela gradualmente alla coscienza. Dal punto di vista strettamente compositivo, questo principio si riflette in una scrittura basata sulla trasformazione continua di cellule motiviche elementari. Un nucleo iniziale, spesso ridotto a pochi intervalli o a una configurazione timbrica essenziale, si sviluppa attraverso un processo organico, in cui ogni variazione non rappresenta una deviazione, ma una fase necessaria della sua evoluzione. In tal senso, il materiale musicale non viene semplicemente elaborato, ma “scoperto” nel corso del tempo: la sua identità emerge progressivamente, rivelandosi attraverso le molteplici manifestazioni generate dal processo stesso. La metafora botanica del bocciolo che si apre fino alla piena fioritura trova una precisa corrispondenza nella costruzione formale dell’opera. L’idea di sviluppo non è qui teleologica nel senso classico, ma piuttosto trasformativa: non conduce a una conclusione predeterminata, bensì a una condizione di compiutezza che coincide con la completa esposizione del potenziale iniziale. La forma musicale si configura dunque come processo di divenire, in cui il tempo non è contenitore, ma agente attivo della trasformazione. In questo quadro, l’orchestra assume un ruolo determinante come spazio di risonanza e di espansione del materiale. Le variazioni timbriche, le graduali modificazioni di densità e le transizioni dinamiche contribuiscono a rendere percepibile il processo di “disvelamento” del suono. L’ascoltatore è così coinvolto in un’esperienza immersiva, chiamato a seguire non tanto un discorso tematico quanto una trasformazione continua, in cui ogni istante contiene in nuce ciò che verrà.
Inserita tra le Impressioni dal vero di Gian Francesco Malipiero e le Fontane di Roma di Ottorino Respighi, LOVE UNFOLDING si configura come punto di contatto tra diverse concezioni della forma musicale: dalla frammentazione novecentesca alla costruzione timbrica di matrice impressionista, fino alla contemporanea idea di processo. In questo dialogo, la composizione di MacDonald evidenzia come la nozione di sviluppo, lungi dall’essere superata, continui a costituire uno dei principi fondamentali del pensiero musicale, pur trasformandosi profondamente nei suoi presupposti e nelle sue modalità. La prima esecuzione assoluta di LOVE UNFOLDING rappresenta così non solo un momento significativo nella programmazione dell’Orchestra Filarmonica Campana, ma anche un’occasione per riflettere sul significato attuale del divenire musicale: un processo in cui il suono, come un organismo vivente, si dispiega nel tempo fino a rivelare la propria essenza.
Giulio Marazia